Gioco
La maturità al tempo del Covid Una generazione impreparata?
Il professor Tomasin, insegna all’Isi Pertini, e riflette sulla condizione degli studenti «privati di alcuni dei momenti più attesi dell’ultimo anno»
l’intervento
enrico Tomasin*
10 giugno 2020: in una giornata dal clima quasi autunnale per gli studenti delle classi quinte si conclude il lungo e complesso percorso della scuola secondaria, che li ha accolti poco più che bambini accompagnandoli poi lungo i travagliati ma indimenticabili anni dell’adolescenza sino alle porte della vita da adulti. L’emergenza sanitaria ha privato questa generazione di alcuni dei momenti più belli e attesi dell’ultimo anno: le cene, l’ultima campanella in un misto di gioia, paura e nostalgia, le interrogazioni, le spiegazioni fatte ormai rivolgendosi ad adulti e non più adolescenti. Perché, ricordiamolo, l’adulto, è etimologicamente parlando, la fase risultativa del processo attuato dall’adolescente: è colui che, essendo ormai cresciuto, sa decidere e valutare. I maturandi del 2020 porteranno con sé la macchia di un esame ridotto, di un’ammissione d’ufficio, di una preparazione frettolosa. Faticheranno a trovare lavoro in un mondo in crisi, si proietteranno in un mondo universitario ugualmente pieno di incertezze. Ma siamo davvero certi che siano meno maturi, meno adulti dei loro predecessori? La situazione straordinaria a cui hanno dovuto far fronte nella seconda metà dell’anno è stata per molti il rito di passaggio al mondo degli adulti, della grande storia che è irrotta come un fiume in piena nell’anno scolastico, costringendoli ad apprendere nel giro di pochi giorni nuovi modi di imparare, di comunicare, di lavorare. E i nostri ragazzi si sono mostrati all’altezza di queste richieste: hanno svolto con diligenza e precisione il loro lavoro, cercando spesso nella scuola virtuale quel contatto col mondo “di prima” che ancora oggi, in fase due, fatica a ristabilirsi. Hanno imparato il valore assoluto del contatto umano, spesso dimenticato e dato per scontato, hanno rivalutato la loro scala di valori, costretti dall’emergenza a eliminare l’accessorio. Credo che la generazione che dalla prossima settimana sosterrà l’esame di stato 2020, l’esame ridotto, non sarà meno pronta né meno matura delle precedenti alle sfide che la vita gli proporrà. —
* Professore all’Isi Pertini
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