La manifestazione
Mo’Room chiude «Affitto insostenibile»
lucca
Si chiude un sogno in via della Zecca al civico 60, davanti a quella che fu la storica Litografia Angeli. Dopo quattro anni di attività, Simone Chelini, lucchese, si vede costretto a chiudere l’attività nel fondo in cui aveva creato Mo’Room, negozio stile retrò di pittura e piccoli oggetti d’artigianato. Chelini, conosciuto come pittore o in ambito musicale come dj Jonny Mo, è amareggiato. «Mo’Room chiude domani, 15 giugno. Nel fondo di venticinque metri quadrati, nato come latteria del quartiere tra fine anni ’30 e ’40 – spiega – il coronavirus ha messo la parola fine alla possibilità di portare avanti la mia attività in questa zona. Ma il rischio concreto per la città è che nei prossimi mesi altre attività mi seguiranno. Dover continuare anche in questi mesi difficili a pagare interamente l’affitto del fondo o la tassa dei rifiuti e la mancanza di aiuti economici sono le cause della mia decisione. A convincermi che non aveva più senso andare avanti è stato capire che nemmeno a lungo termine c’è una prospettiva di ripartenza. Senza i turisti americani e canadesi che dalla primavera in poi erano attratti dagli articoli in vendita nel mio negozio non riesco a continuare». Via della Zecca secondo Chelini, d’accordo con altri commercianti, artisti e artigiani della zona, si sarebbe potuta legare a via del Fosso e via della Fratta per un progetto di rilancio della Via della Seta. «Negli anni - aggiunge Chelini - sono stato fra chi aveva sottolineato la necessità di installare nel centro storico di Lucca una cartellonistica bilingue o almeno in lingua inglese per mettere in evidenza l’Antica Via della Seta: questa zona, come poche altre a Lucca, poteva essere oggetto di una forte valorizzazione a livello turistico».
Anche l’assenza di una segnaletica orizzontale che indichi lo stop fra la parte finale di via del Fosso e quella iniziale di via della Zecca, e la tolleranza che in via della Zecca vengano parcheggiate auto su entrambi i lati (nonostante il divieto) per Chelini sono elementi i deleteri per la zona. «La speranza è tenere in vita il mercato Arti e mestieri in piazza San Giusto - conclude -, nel quale lavoro con l’aiuto prezioso della mia compagna Laura Gaddi, storica dell’arte e artigiana. E magari - chiude alludendo al negozio in via della Zecca, chissà se si creeranno le condizioni per riproporla da qualche parte in futuro». —
gregorio andreini
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