Sicurezza
«Invece di aiutare le imprese si fa di tutto per farle chiudere»
Ance Toscana Nord contro la richiesta di proroga dello split payment: «Sono anni che ci battiamo contro una norma ingiusta»
lucca
Ance Toscana Nord contro la richiesta di proroga dello split payment che il governo avrebbe avanzato a Bruxelles. Secondo l’associazione si tratta di un deliberato atto contro le imprese a cui si continua a togliere liquidità. «Se veramente sarà confermata, la richiesta di proroga che il governo avrebbe avanzato in Europa, sarà l'ennesima prova che invece di voler aiutare le imprese si fa di tutto per farle chiudere soprattutto in questo momento», dice senza mezzi termini il presidente di Ance Toscana Nord, Stefano Varia. «Se questo è lo spirito che anima il governo negli Stati generali dell'economia allora non c'è da stare tranquilli - commenta ancora - sono anni che ci battiamo per l'eliminazione di una norma ingiusta che drena 2,5 miliardi all'anno alle imprese con la scusa che si vuole combattere l'evasione: balle! Serve solo per fare cassa e subito a danno di tante imprese oneste». Secondo Ance con l'entrata in vigore della fatturazione elettronica, che consente di controllare in modo capillare i versamenti, è venuta meno anche la motivazione originaria che aveva spinto 5 anni fa il legislatore ad adottare questa misura che peraltro a detta di Bruxelles doveva e poteva avere solo carattere temporaneo. «Inoltre, visto che l'Italia è fanalino di coda dell'Ue per rimborso Iva (63 settimane di media contro quella europea di 16) significa che le imprese dovranno aspettare anni per riavere il proprio credito. È evidente - conclude - che si vuol far pagare ancora una volta alle imprese i costi sostenuti dallo Stato». «Una decisione - aggiungono i due vicepresidenti Alessandro Cafissi e Ornella Vannucci - che appare del tutto in contrasto con quanto previsto anche nei programmi elettorali delle forze di maggioranza». Per le imprese che stanno affrontando con coraggio questa durissima crisi rappresenterebbe infatti «una mazzata finale ingiustificata e peraltro illegittima. Ci chiediamo come l’Europa potrà approvare l’ennesima proroga di una misura che doveva già essere accantonata: di questo passo non resterà in piedi un'impresa in grado di costruire infrastrutture». —
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