La manifestazione
Il cinema e l’intervento chirurgico «Ecco a cosa servono gli incassi»
Anche la sagra della zuppa paesana di S. Maria del Giudice potrebbe saltare per la prima volta dopo 49 anni: «Il rischio è troppo alto»
la tradizione
Una decisione ufficiale non è stata ancora presa ma anche per la sagra della zuppa paesana di Santa Maria del Giudice - prevista per i primi tre weekend di agosto, in tutto 9 giorni - il rischio che venga annullata è alto. Le riserve dovrebbero essere sciolte durante una riunione fra gli organizzatori prevista per il 20 giugno ma le difficoltà sono molte come tanto è il dispiacere di veder saltare l’edizione numero 49 della sagra. «Il problema principale è che per organizzare la sagra ci vogliono tra i 5.000 e i 6.000 euro solo di permessi fra Asl e assicurazioni - spiega Alessio Gigli, una delle anime della sagra - e se si spende questa cifra e poi ad agosto c’è un nuovo picco dell’epidemia e salta tutto ci rimettiamo tanti soldi. In più ci vuole personale formato che garantisca il distanziamento, che misuri la febbre...».
Dal canto suo Francesco Giusti, anche lui fra gli organizzatori della sagra di Santa Maria del Giudice, sostiene che al momento attuale non ci siano i presupposti per poterla fare soprattutto per quanto riguarda il distanziamento fra i tavoli. «Noi abbiamo i tavoli lunghi- dice - e bisognerebbe investire per acquistare quelli più piccoli e in più bisognerebbe prevedere la formazione per chi ci lavora. In più ci sembra giusto salvaguardare i ristoratori della zona che hanno ripreso a lavorare da poco». La sagra per il paese di Santa Maria del Giudice è una grande risorsa, non solo dal punto di vista dell’aggregazione. Gli incassi infatti, vengono reinvestiti nel paese. «Facciamo 800 porzioni a serata - dice Giusti - tre pentoloni militari di zuppa. La gente viene ed è contenta. In tanti ci stanno chiedendo di farla comunque ma le responsabilità sono tante. In più non vogliamo creare pericoli visto che stiamo uscendo a fatica da questa emergenza sanitaria. Ci dispiace molto perché la sagra è un’occasione per stare tutti insieme, bere un bicchiere di vino e dire due stupidaggini. È un toccasana per i rapporti umani e in più con gli incassi riusciamo a fare delle cose per il paese». Una di queste ad esempio, è la ristrutturazione della sala del vecchio cinema Victor che i componenti del comitato parrocchiale stanno portando avanti per trasformarla in un luogo di ritrovo del paese.
«La sagra prevede anche tanti eventi collaterali - aggiunge ancora Giusti - dalla mostra canina alla sfilata di moda e poi abbiamo la pista da ballo per il liscio. In questi anni abbiamo avuto tanti problemi ma siamo sempre riusciti a superarli. E con i ricavi un anno abbiamo aiutato una famiglia a sostenere le spese per un intervento chirurgico al quale doveva sottoporsi la figlia. Dal ’92 al ’94 abbiamo invece aiutato la casa degli anziani. Insomma per Santa Maria del Giudice ci siamo sempre stati». —
F.S.
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