Attenzione
Iana Togneri, un addio amaro «Ormai non decidevo nulla»
La rottura arrivata dopo venti anni in cui è stata direttrice sanitaria della struttura «È stata una scelta sofferta, ma non potevo più incidere, adesso sono serena»
BAGNI DI LUCCA
È una testimone di eccellenza dello sviluppo di Bagni ca negli ultimi venti anni. Iana Togneri ha appena lasciato la direzione sanitaria delle Terme. Sessantasei anni, sposata con Vito Valentino (medico di base a Bagni) e madre di Priscilla e Lucrezia, ha preso la non facile decisione di lasciare, dopo due decadi, il posto di direttore sanitario, unica donna ad aver ricoperto quest’incarico alle Terme di Bagni. Una decisione sofferta arrivata, dice, dopo un periodo di incomprensioni con Vittorio Lapolla, gestore da sei anni del complesso e proprietario dell’albergo.
«Non avevo più alcun potere decisionale, neppure il più piccolo – spiega – ho dovuto lasciare. È stata una scelta sofferta, ma adesso sono serena. Oltretutto avevo pochissimo tempo per la mia famiglia, accanto a tantissime responsabilità, senza poter più incidere. Dopo 20 anni, neppure un grazie per quello che ho fatto. Ma spero che le terme possano andare sempre meglio. Io so che ho fatto il mio lavoro con grande passione e dedizione».
E come ha visto cambiare le terme in questi 20 anni? «Ho rilevato un cambiamento radicale a partire dal 2000 – racconta – all’epoca il gestore era Paolo Mazzei. Arrivava dalla zona di Casciana ed era molto competente. Trovò una stabilimento alla deriva, quasi niente era a norma. Balaustre, ringhiere, finestre, un vero disastro. Fino al 1991 c’era stato però un vero boom con i congedi speciali per le cure. Mazzei girò per l’Europa, creò nuovi livelli tariffari, cercò collaborazioni con le associazioni, sconti per i residenti, mise a frutto le conoscenze che aveva nel ramo. Ci chiamarono più volte come ospiti in programmi televisivi. Mazzei acquistò la pensione Serena e investì, fu lui a volere la piscina. Arrivarono così maggiori accreditamenti e convenzioni con l’Usl: cure riabilitative per fratture e anche per malattie come il Parkinson. Ho visto un miglioramento e una trasformazione del cento per cento. Fu cambiata la sistemazione delle stanze dove venivano fatti i trattamenti con i fanghi, le aperture al pubblico erano totali, anche alla domenica. Furono presi contatti con gli operatori commerciali della zona. Ida, la figlia di Mazzei, dopo gli studi arrivò al fianco del padre per la gestione del complesso».
Iana Togneri crede nelle potenzialità di Bagni di Lucca: «Qui c’è il mondo anche se lo stabilimento è piccolo. È questo il grande messaggio che ho cercato con passione dal profondo del cuore di trasmettere a ogni persona che ho incontrato e che si è rivolta a me. Dove troviamo un contesto come questo? Alla qualità delle nostre acque possiamo abbinare un patrimonio artistico, storico e culturale, e una ricchezza ambientalistica che ci invidiano in tanti. È tutto. Perché allora non creare pacchetti, offerte, fine settimana, eventi legati ai personaggi che soggiornarono a Bagni di Lucca per fare le cure, certo ma anche per godere della bellezza del territorio, per giocare al casinò e per vivere in completa libertà i loro amori? A volte ho pensato a eventi da collegare a Paolina Bonaparte, Byron, Shelley, ma tutto è rimasto lì. Il limite? È costituito dagli abitanti e dagli amministratori in generale. Non sono capaci di promuovere e sfruttare questo potenziale. Domina la capacità di lamentarsi e di tirare giù, affossare il nostro territorio, a mio avviso splendido».
Un angolo che ha sofferto molto per gli effetti della pandemia, che «sono stati devastanti sotto il profilo economico. Sono mancati gli incassi e il lavoro di tre mesi, ma il periodo di quarantena è stato anche utile per vedere le situazioni dal di fuori, per andare oltre. Le terme non devono e non possono essere mortificate, dobbiamo riflettere. Ma ai ciechi è inutile mostrare uno smeraldo, non lo vedono».
Quale futuro vede Iana Togneri per le terme di Bagni di Lucca? «Se non cambiano le strategie non vedo un futuro, uno sviluppo degni di questi stabilimenti, anche se mi auguro che possano invece decollare alla grande». Ora Togneri si dedicherà solo alla idrocolonterapia che pratica dal 1999, prima al Villaggio Globale di Ponte a Serraglio, poi nel suo ambulatorio privato a Fornoli. —
Emanuela Ambrogi
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