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Lucca

IL PROCESSO  

Violenza sessuale e sequestro di persona L’accusa regge anche in Corte d’Appello

Luca Tronchetti
Violenza sessuale e sequestro di persona L’accusa regge anche in Corte d’Appello

Ridotta da 8 a 6 anni e mezzo per la riqualificazione dell’entità delle lesioni la pena al ragazzo che abusò di una diciottenne

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Luca Tronchetti / LUCCA

Regge in Corte d’Appello l’accusa di stupro, sequestro di persona, violenza privata, minacce nei confronti di Kledian Hoxhaj, 22 anni, origini albanesi, ma da tempo residente in Lucchesia, già recluso nel penitenziario di Prato, fermato dalla polizia nel novembre 2017 dopo la denuncia presentata al pronto soccorso dell’ospedale San Luca da una ragazza poco più che maggiorenne. I giudici di secondo grado riformano parzialmente la condanna originaria del gup Simone Silvestri - 8 anni di carcere con la riduzione di un terzo della pena per la scelta del rito abbreviato - riqualificando il reato da lesioni gravissime in lesioni gravi e rideterminando la pena e portandola a 6 anni e 6 mesi. Lo ha stabilito ieri mattina la sezione di Corte d’Appello presieduta da Livio Genovese con relatore Francesco Bagnai che ha quindi ridotto di un anno e mezzo la pena iniziale del gup di Lucca. L’imputato ha sempre negato l’addebito sostenendo di non aver abuso della ragazza e che quella notte incriminata nella stanza presa in affitto non ci fu alcun rapporto sessuale.

I FATTI

Una storia che vede protagonisti due adolescenti: lui 19 anni, lei appena maggiorenne. Nel pomeriggio del 22 novembre 2017 la vittima, accompagnata dai genitori, si presenta al nosocomio sostenendo di essere stata vittima di violenza fisica, psicologica e sessuale oltre che di un sequestro di persona da un coetaneo che, dopo una discussione, avrebbe iniziato a colpirla con pugni, calci e schiaffi e con un bastone e le avrebbe impedito di andarsene dalla stanza presa in affitto nella periferia cittadina chiudendo la porta a chiave, togliendole il cellulare e minacciandola di morte se lo avesse denunciato. Per l’accusa l’albanese avrebbe bloccato la diciottenne immobilizzandola a letto. E durante la violenza, avvenuta durante la notte tra il 21 e il 22 novembre, avrebbe tentato di stringerle la gola come a strangolarla.

FUGA, DENUNCIA, FERMO

Nella tarda mattinata, quando il giovane si allontana per andare a lavoro, la diciottenne riesce a fuggire da quell’affittacamere e in lacrime raggiunge la sua abitazione racconta ai genitori la terribile segregazione e le violenze subite. Le bastonate ricevute, stando all’accusa, le procurano una lesione permanente al timpano dell’orecchio sinistro con perdita dell’udito. Dopo la denuncia in ospedale e l’attivazione del codice rosa, la squadra Mobile impiega 24 ore a individuare il responsabile che viene sottoposto a fermo di pg convalidato dal giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci che conferma la custodia cautelare nel penitenziario di San Giorgio.

PRECEDENTI

Hoxhaj era già finito in manette anni prima per una rapina ai danni di una commerciante cinese avvenuta a Zocca (Modena). Per questo motivo, dopo l’arresto, gli era stato revocato il permesso di soggiorno ed era stato sottoposto ad obbligo di dimora. —

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