La protesta
L’Avr indagata per mafia, a Lucca raccoglieva i rifiuti
La holding calabrese aveva vinto il bando per il porta a porta in tre circoscrizioni, l’incarico è terminato all’inizio di giugno. La nuova gara premia l’Ati Archimede
LUCCA. In amministrazione giudiziaria per mafia. Sono accuse pesanti quelle che ricadono sulla Avr, la holding dei rifiuti di Reggio Calabria, finita al centro di un’indagine della procura antimafia. Una vicenda che tocca anche Lucca, dove Avr svolgeva il servizio di raccolta porta a porta nelle ex circoscrizioni 5 (Oltreserchio), 6 (Sant’Alessio e Valfreddana) e 8 (Morianese e Brancoleria) a seguito della vittoria nel bando precedente. Abbiamo usato il passato perché l’incarico di Avr è scaduto giusto all’inizio di questo mese: «Esatto – spiega Caterina Susini, dirigente tecnica di Sistema Ambiente – Avr gestiva la raccolta porta a porta nelle circoscrizioni 5,6 e 8 del Comune di Lucca. Il contratto per l’espletamento di questo servizio, che Sistema Ambiente aveva affidato ad Avr tramite gara europea, è terminato pochi giorni fa, lo scorso 5 giugno. Sistema Ambiente ha bandito una nuova gara, vinta da un nuovo soggetto». Si tratta della Ati (associazione temporanea d’imprese) Cristoforo/Archimede, che ha sede in Toscana e lavora già in Lucchesia. L’Ati ha preceduto So&Co/Il Ponte.
Il rapporto con Avr, dunque, è arrivato a scadenza naturale. Tempismo perfetto visto che si è concluso subito prima che uscisse la notizia dell’inchiesta della procura antimafia. A Sistema Ambiente non temono coinvolgimenti dato che Avr aveva in carico solo il servizio di raccolta dei rifiuti, il cui smaltimento veniva poi gestito da Sistema Ambiente. Inoltre il servizio veniva svolto secondo il capitolato di gara previsto dal bando, monitorato da SA e con personale di cui l’azienda lucchese aveva tutti i dati. La storia di Avr a Lucca non è peraltro ricca di successi: negli archivi della cronaca locale il nome Avr compare soprattutto per articoli legati a disservizi. Nell’aprile 2019 una vera e propria pioggia di segnalazioni arrivò negli uffici comunali e di Sistema Ambiente: rifiuti esposti correttamente dai cittadini e non ritirati. Motivo? L’improvvisa mancanza di personale della società affidataria con punte di assenteismo che avrebbero raggiunto quasi il 50% della forza organica necessaria per coprire un territorio già in partenza molto vasto e non facile per la dispersione dei centri abitati. Anche i rapporti con le organizzazioni sindacali non sono mai stati semplici.
Se il tormentato rapporto con Avr è finito, i problemi di Sistema Ambiente non sono terminati. L’azienda dei rifiuti deve ancora fare i conti con i guai del socio privato, quella Daneco che è ancora in attesa dell’assemblea dei creditori per avere l’ok al piano concordatario presentato al tribunale per evitare il fallimento. —
G.P..
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