Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE 

Perseguitava la vicina di casa, condannato disabile

LUCA TRONCHETTI
Perseguitava la vicina di casa, condannato disabile

Era accusato di aver preso di mira per anni una condomina  e adesso dovrà versarle una provvisionale di diecimila euro

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LUCCA. Per quasi tre anni - dal 2016 sino al gennaio 2019 - ha preso di mira una condomina che abitava sopra di lui nel palazzo di edilizia residenziale pubblica nella periferia cittadina. Offese quotidiane, minacce reiterate in uno stillicidio che alla fine ha portato la vittima, non solo ad avvertire i carabinieri, ma anche a presentare un esposto-denuncia per atti persecutori. E ieri mattina l’imputato - un cinquantatreenne con problemi di disabilità che non è comparso in aula - è stato condannato con rito abbreviato dal gup Antonia Aracri alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione con i benefici di legge. Nei suoi confronti il pm Elena Leone aveva chiesto due anni. Non solo. La vittima dello stalking, all’epoca dei fatti una donna poco più che quarantenne, si è costituita parte civile nel processo e ha ottenuto una provvisionale di diecimila euro.

I FATTI

Stando all’accusa l’imputato - che da lunghissimo tempo si muove con una sorta di carrozzina a motore - avrebbe avuto problemi di buon vicinato con una serie di abitanti di un immobile in locazione legato all’edilizia popolare e sotto il controllo della pubblica amministrazione. Ma i dissapori e i contrasti si sarebbero accentuati in modo particolare con la condomina che viveva nel piano superiore al suo. Una persona molto attiva nelle riunioni assembleari svolte per la gestione del caseggiato e che, nella maggioranza dei casi, formulava concetti e soluzioni diametralmente opposte alle sue. Così, a partire da quattro anni fa, sarebbero iniziate le prime schermaglie. Dapprima scaramucce solo verbali, poi dissapori sempre più accesi sino ad arrivare all’insulto personale e all’offesa pesante e continua. Un vero e proprio stillicidio che, stando all’accusa, non si sarebbe arrestato nemmeno quando sul posto arrivavano i carabinieri o le forze dell’ordine per placare gli animi. Agli insulti facevano seguito le minacce e le ripicche. Tra queste, in un paio di circostanze, il disabile con gravi problemi di deambulazione, stando all’accusa, avrebbe tolto la corrente elettrica all’appartamento dove viveva la vicina.

LE LESIONI

Stando all’accusa il disabile con la sedia a rotelle avrebbe investito nell’androne condominiale la vicina procurandole un trauma al rachide cervicale con prognosi di 4 giorni. Da lì la decisione della vittima di cambiare alloggio non prima di aver presentato un dettagliato esposto-denuncia per i ripetuti atti persecutori subiti negli anni.

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