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Lucca

lo sciopero 

«Basta con le classi pollaio, a scuola serve più personale»

«Basta con le classi pollaio, a scuola serve più personale»

In tanti hanno aderito alla protesta lanciata dai sindacati: sit-in davanti agli istituti   con bandiere e cartelloni per chiedere il potenziamento degli organici a settembre 

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Si sono trovati davanti alle scuole. Con le bandiere e i cartelli in mano per chiedere il potenziamento degli organici sia dei docenti che del personale Ata ma anche la stabilizzazione dei precari a partire dal 1° settembre. Uno sciopero, quello di ieri, convocato dai sindacati della scuola che anche in provincia di Lucca ha contato numerose adesioni. In tanti si sono ritrovati davanti agli istituti scolastici senza però creare alcun assembramento nel rispetto delle norme anti-coronavirus.

«Ad eccezione del provvedimento di aggiornamento delle graduatorie dei supplenti - spiegano i sindacati Cgil Flc, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams - sulle altre sostanziali richieste, abbiamo dovuto prendere atto della totale assenza di precisi impegni da parte dell’amministrazione. In modo particolare denunciamo che non c’è stata nessuna disponibilità riguardo al potenziamento degli organici del personale docente e Ata, la cui necessità è resa evidente anche dallo stesso Comitato Tecnico Scientifico mentre al contrario la provincia di Lucca registra un taglio di 43 posti di personale docente con conseguente aumento del numero di alunni per classe. E poi chiediamo la stabilizzazione dei precari a partire dal 1° settembre sia Ata che docenti che, anche per questi ultimi, potrebbe essere velocemente attuata da concorsi per soli titoli. È quindi palese l’insufficienza delle risorse destinate al sistema d’istruzione già nell'ordinario e ancor più per fronteggiare l’emergenza così da consentire di far fronte all’accresciuto fabbisogno di docenti e collaboratori scolastici. Se davvero si vuol tornare in sicurezza alle attività in presenza - proseguono - non bastano piccoli aggiustamenti, servono investimenti straordinari. È indispensabile garantire il rigoroso rispetto del limite di 20 alunni per classe in caso di presenza di allievi con disabilità; rivedere i parametri per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche; provvedere alla messa in sicurezza degli edifici; prevedere un concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di Dsga ma anche attuare gli impegni per la stabilizzazione del rapporto di lavoro già il prossimo settembre. Occorre - concludono - ridare, a istruzione e formazione, la dovuta centralità nelle scelte politiche perché il superamento dell’attuale emergenza segni anche per il sistema scolastico un momento importante di rinnovamento e di crescita».

Fra i cartelli mostrati dagli insegnanti e dal personale Ata ce n’è anche uno in cui si legge: “Io piango senza scuola”. «L’ha portato in piazza una bambina e più di ogni altra parola - sottolinea Lucia Natali, segretaria Generale Cisl Scuola Toscana Nord province di Lucca-Massa Carrara- Pistoia - restituisce le proporzioni del problema nell'avamposto più fragile del mondo scuola, che è appunto quello della scuola dell'infanzia e della primaria, laddove reciprocità e rapporto diretto sono parte integrante della didattica, ancor più che negli altri ordini di scuola. Eppure ancora non c'è chiarezza sui protocolli che dovranno essere adottati per il rientro delle fasce dei più piccoli. Siamo soddisfatti dell'esito dello sciopero avvenuto in forme e modalità diverse nelle varie province - sottolinea Natali - partecipati e ricchi di cartelloni i sit-in a Lucca. La scuola è il futuro stesso della società, per questo ribadiamo il nostro “Riaprire in sicurezza”». —

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