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Violenza, il centro Luna non si è mai fermato

b.a.
Violenza, il centro Luna non si è mai fermato

La presidente: «Durante la quarantena abbiamo dovuto prendere una nuova struttura per ospitare cinque nuovi casi»

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Terminato il lockdown, subito nuovi accessi al centro antiviolenza Luna. E tra i nuovi accessi anche donne anziane, rifiutate dalla propria famiglia. Un’emergenza che non si ferma e che non si è mai fermata, anche durante il periodo della quarantena, quando il centro ha comunque fatto fronte a situazioni critiche che si sono presentate.

«Durante la quarantena - spiega infatti la presidente del centro Luna, Daniela Caselli - abbiamo dovuto prendere un’altra struttura per ospitare cinque nuovi ingressi di donne vittima di violenza nell’arco di due mesi. Non ci siamo mai fermate con la nostra attività».

Anche per le operatrici del centro antiviolenza, la fase uno dell’emergenza coronavirus è stato un periodo molto difficile e nuovo per quanto riguarda le dinamiche di accesso da parte delle donne utenti: il centro era attivo, ma contattabile solo telefonicamente. I contatti sono stati in numero minore rispetto a una situazione ordinaria: ma tra le mura domestiche le violenze sono continuate, a volte le vittime sono riuscite a chiedere aiuto ma in alcuni casi le vittime non hanno potuto denunciare.

Gli episodi di violenza avvenuti in ambito domestico durante la quarantena hanno pesato particolarmente sui bambini, come spiega la presidente Caselli.

«La convivenza forzata costituisce sempre una dura prova per i rapporti conflittuali - sottolinea infatti la responsabile della struttura con sede in via di Tiglio -. Succede ad esempio anche durante i periodi delle festività o delle ferie. Ed è accaduto anche durante la quarantena per l’emergenza sanitaria: più si è costretti a stare insieme, più i conflitti crescono. Il problema dei bambini in questi casi è stato così amplificato. Non essendo potuti uscire, hanno respirato a lungo il clima di violenza della propria famiglia».

Durante la quarantena, l’attività del centro è proseguita anche con riunioni in videoconferenza con enti e istituzioni. «Abbiamo ricostituito la cabina di regia - continua la presidente Caselli - con istituzioni e operatori, abbiamo fatto riunioni utilizzando le piattaforme informatiche. Abbiamo dialogato in modo costante con procura, questura, servizi sociali e consultorio. Il confronto con questi soggetti è fondamentale». —

b.a.

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