Il Tirreno

Lucca

nel centro storico 

Orario continuato rinviato a data da destinarsi

b.a.
Orario continuato rinviato a data da destinarsi

La maggior parte dei negozi osserva aperture spezzate dalla pausa lunga del pranzo Molte attività hanno ancora dipendenti in cassa integrazione

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Quasi un ricordo l’orario continuato. I negozi del centro storico, per la stragrande maggioranza, anche il sabato, hanno scelto di osservare l’orario di apertura spezzato, con la pausa pranzo. Secondo Matteo Pomini, presidente del centro commerciale naturale del centro storico di Confcommercio, si tratta del risultato di un duplice effetto: la pressoché totale mancanza di turismo in questo periodo poco distante dalla fine del lockdown e il fatto che molti negozi hanno ancora parte del personale in cassa integrazione.

Il centro storico che riparte, oltre a numerose chiusure di negozi ed esercizi, mostra anche un altro aspetto: quello della scontistica come motore di ripartenza. È così per tanti negozi, di abbigliamento e calzature ma non solo, dei più disparati generi merceologici è meglio dire.

Meno dieci, meno venti e in qualche caso addirittura meno trenta per cento da applicare sui prezzi dei cartellini: è la formula scelta per incoraggiare la gente a varcare la soglia dei negozi e fare acquisti. «Molti stanno applicando degli sconti - spiega Pomini - per cercare di monetizzare il proprio lavoro dopo un periodo faticoso, per spingere il cliente a tornare. Speriamo che arrivino i turisti a ripopolare la città. Il problema è che la città è vuota anche perché le scuole sono chiuse, gli uffici pure. Piano piano deve ripartire, tutti noi siamo fiduciosi.E intanto cerchiamo soluzioni per dare più movimento alla città, come quella delle aperture serali con piccoli eventi che stiamo progettando per il mese di luglio e agosto. Bisogna reinventarci».

b.a.



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