Gioco
Dopo tre mesi insieme ai compagni di classe per la festa di fine anno
I bambini della scuola per l’infanzia di Picciorana, arrivati alla fine del ciclo si sono ritrovati al Giardino degli Osservanti prima del salto alle elementari
lucca
Un’atmosfera gioiosa e di grande serenità, accompagnata dalle vocine allegre di tanti bambini con gli occhi raggianti per la felicità di ritrovarsi dopo tre lunghissimi mesi, mentre i genitori assistevano commossi e quasi increduli a una scena che, fino a pochi giorni fa, sarebbe apparsa come un miraggio.
È accaduto sabato pomeriggio nel Giardino degli Osservanti, in occasione della festa di fine anno scolastico dei bambini della scuola dell’infanzia di Picciorana che hanno appena concluso il loro primo ciclo d’istruzione e si apprestano ad andare in prima elementare, dove troveranno compagni di classe e insegnanti diversi.
«Per questo era tanto importante ritrovarsi per un saluto, dopo aver trascorso tre anni insieme, bruscamente interrotti dall’arrivo della pandemia di coronavirus che, per fortuna, non ha cancellato i vostri sorrisi, ma vi ha costretti a stare lontani dagli insegnanti e dai vostri compagni» esordisce l’assessore Ilaria Vietina, intervenuta all’iniziativa per dare ai bambini il benvenuto nel mondo dei “grandi”, e anche per ringraziare le maestre (Vincenza Russo, Manuela Berti, Maria Vittoria Serra, Stefania Magnani, Serena Follarelli, Manuela Benedetti, Claudia Marchesini e Maria Elena Giannini) per il lavoro svolto in questo periodo e i genitori per la collaborazione.
«Era assurdo riattivare tutto tranne la scuola – aggiunge l’assessore – perché i bambini sono una componente importante della società e sono il nostro futuro. E Lucca ne è grande esempio, con circa 8mila iscritti negli istituti comprensivi, in età compresa fra tre e i quattordici anni. Per dare un segnale di ripartenza e creare un momento di comunità, seppure dominato dalle misure di contrasto all’emergenza, il Comune di Lucca ha quindi deciso di accettare la proposta di insegnanti e genitori e creare occasioni come quella di oggi, che resterà nella mente di questi 32 bambini che, finalmente, possono rivedersi dal vivo».
Una festicciola semplice che si è conclusa con la consegna di un diploma ai bambini disposti sul prato – diversi con l’abito della festa, alcuni sportivi – a semicerchio insieme ai genitori che li osservavano orgogliosi. Purtroppo è saltata la recita, così come la festa che si sarebbe conclusa con una bella merenda, ma loro erano felici anche così. E adesso l’estate sarà molto più bella, poi si ricomincerà, sperando che, come recita lo slogan coniato all’inizio della pandemia “andrà tutto bene” e che le lezioni possano proseguire in presenza.
Se lo augurano David Casini e Marianna Paterni di Antraccoli, che hanno anche un bimbo di 10 anni e hanno vissuto un lockdown caotico, perché dovendo lavorare, sono stati costretti a ricorrere all’aiuto dei nonni e a prendersi giorni di ferie. È stato duro gestire questo periodo anche per Andrea Pesciaroli e per la moglie Michela Puccinelli, impiegati, soprattutto dopo il rientro al lavoro, ma alla fine hanno trovato il giusto equilibrio. Così come Simona Cuzzola e Santo Polimeno i quali, lavorando in smart working per il Genio Civile, hanno potuto seguire da vicino i loro due bambini, avendo così maggiori occasioni per giocare con loro. —
Rossella Lucchesi
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