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Agriturismi: presenze in calo dell’80% alla prima riapertura

La ripresa procede al rallentatore, ma le strutture offrono molte possibilità per chi vuol fare vacanze in sicurezza

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Valle del serchio

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Beh, parlando di turismo ci son pochi dubbi: è quasi completamente vuoto. Ma non per questo bisogna arrendersi, anzi, è il momento di puntare – nel caso degli agriturismi – sulle potenzialità, oggi più che mai particolarmente apprezzabili, di queste strutture, come sottolinea Coldiretti Lucca. Perché se uno cerca spazi aperti e distanza, beh, la campagna è la prima risposta.

«Il primo test dopo il lockdown è andato come previsto – si legge sulla nota dell’associazione di categoria – con l’80% delle presenze in meno rispetto a un anno fa, ma del resto, e gli operatori lo sanno bene, il ritorno alla normalità sarà graduale. Niente scampagnata nel verde. Almeno per ora. Per le quasi 200 strutture agrituristiche della Garfagnana, di cui la metà specializzate nella ristorazione tipica e nelle degustazioni, che hanno già visto saltare i tradizionali appuntamenti del lunedì di Pasqua, del 25 aprile e del primo maggio, la partenza è tutta in salita. La ripresa procede con grande rilento anche per il turismo nelle campagne, con grandi difficoltà per l’offerta di alloggio, mentre l’attività di ristorazione è ridotta al minimo, anche se gli agriturismi spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Ed è questo il messaggio che Coldiretti Lucca vuole far passare. Le vacanze in agriturismo sono le più sicure, prima e ancora più oggi, e in Garfagnana, come nel resto della Toscana, turismo rurale significa ospitalità, buon cibo, tipicità, paesaggi e vita all’aria aperta insieme a sostenibilità e relax».

«Non sono solo la Garfagnana o la provincia di Lucca ad essere in difficoltà – spiega Andrea Elmi, presidente di Coldiretti Lucca – ma tutto il sistema paese. Insieme agli stranieri oggi mancano anche gli italiani, che rappresentano una buona fetta del nostro mercato di riferimento soprattutto per le strutture, più della metà, che sono specializzate nella ristorazione e puntano sul binomio agriturismo e alloggio. La vacanza in agriturismo è la soluzione più sicura perché si vive all’aria aperta, in spazi ampissimi e dove non c’è alcun rischio di assembramento. La qualità della vacanza è intatta rispetto al periodo pre covid. L’elemento che in questo momento fa la differenza è emotivo».

«In provincia di Lucca – sottolinea la nota della Coldiretti – agriturismo significa 198 imprese, quasi 2.200 posti letto, 854 tra camere in struttura o appartamenti e centinaia di posti di lavoro che si moltiplicano lungo tutto l’indotto (fonte Istat). Nonostante la prospettive, fino a qui, incerte la Garfagnana punta decisa su natura e qualità dell’ospedalità, su genuinità e accessibilità».

«Siamo tutti consapevoli che sarà una stagione complicata – ammette Francesca Buonagurelli, presidente di Terranostra Coldiretti – ma siamo anche consapevoli delle nostre armi. Molto dipenderà dal trend dei contagi. Se saranno incoraggianti sono sicura che riusciremo a portare un discreto numero di presenze ma per i numeri a cui siamo abituati ne riparleremo il prossimo anno. Al momento le prenotazioni sono ancora ferme, ma dobbiamo continuare a infondere sicurezza e farci trovare pronti. Noi siamo pronti». —

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