Il Tirreno

Lucca

la testimonianza 

«Abbiamo sentito dei rumori e poi c’è stata l’esplosione»

L.s.

Gli inquilini dell’appartamento  al piano superiore dell’edificio che ospita la filiale della banca hanno potuto solo intravedere i banditi in fuga su un’auto scura 

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capannori

«No, non è stata l’esplosione a farci alzare dal letto, prima ancora abbiamo sentito rumori sotto casa, di qualcuno che stava armeggiando con qualcosa. Sono stati quei rumori a svegliarci, poi, mentre cercavamo di capire cosa stesse succedendo, abbiamo sentito l’esplosione. Erano le quattro e mezza del mattino»: così le persone che vivono al piano superiore della Cassa di Risparmio di Lucca descrivono quanto accaduto, la scorsa notte, praticamente sotto i loro piedi.

Un boato tremendo, con i banditi che in pochi attimi, dopo aver avuto ragione del bancomat, hanno preso il contenuto e sono fuggiti, approfittando, oltre che della relativa tranquillità del posto per passare inosservati, anche della particolare viabilità della zona, capace di offrire numerose vie di fuga. Non solo dalla via principale che separa le province di Lucca e Pistoia, ma anche e soprattutto dal dedalo di stradine laterali, che permette di far perdere facilmente le tracce. Per esempio in direzione Pescia, la stessa presa dall’auto con cui sono fuggiti i banditi, poche centinaia di metri dopo c’è la deviazione per Collodi e Villa Basilica da cui, attraverso la viabilità collinare, è facile arrivare sino alla Val di Lima, oppure ridiscendere verso Capannori passando inosservati. O, ancor più probabile, invece di svoltare a destra i fuggitivi potrebbero aver svoltato pochi metri dopo a sinistra, passando da Veneri e muoversi verso il casello di Chiesina dell’A11 evitando viabilità principale, semafori ed eventuali telecamere.

Tornando alla palazzina in cui si trova la banca, i suoi abitanti, una volta superato lo choc provocato dall’esplosione, hanno provato a capire cosa stava succedendo, ma hanno potuto solo intravedere i banditi che fuggivano.

«Non so dire nemmeno quanti potessero essere – prosegue la testimonianza – ho visto solo che salivano in macchina, e fuggivano. Difficile dire il modello, era una macchina sportiva, una berlina, di colore scuro».

Una testimonianza che coincide con le altre raccolte dai carabinieri tra i residenti di Lappato, un’intera frazione che è stata svegliata di soprassalto dal boato e che, nel migliore dei casi, ha avuto appena il tempo di assistere alla parte finale del colpo (anche perché, nonostante alcuni lampioni, la zona è poco illuminata).

Ieri, dopo i rilievi dei carabinieri, sono intervenuti gli operai per risistemare i danni provocati. Danni notevoli, con l’esplosione che ha spostato il bancomat verso l’interno dell’edificio, con gli effetti della deflagrazione che hanno interessato l’intero immobile, come dimostrano le altre vetrate della banca incrinata. Uno scoppio tale che si temono anche altri effetti: «Stiamo aspettando i vigili del fuoco – spiegano gli inquilini – perché dovranno verificare la tenuta statica dell’edificio». —

L.s.

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