Il Tirreno

Lucca

«Il suo sogno era rendere i genitori orgogliosi di lui»

federica scintu

Il ricordo della cugina di Samuele, morto nell’incidente a Lunata «Mi mancherà come l’aria ma lo porterò sempre nel mio cuore» 

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il ricordo

federica scintu

La voce si blocca. Le lacrime di Ilenia sono tutte per il cugino Samuele Leto che non c’è più. Sono passate poco di più di 24 ore dal terribile incidente in cui il diciassettenne di Segromigno in Piano ha perso la vita insieme al suo migliore amico e coetaneo, Amedeo Favilla, di Gragnano. Viaggiavano sullo stesso scooter lunedì pomeriggio a Lunata: poi lo scontro con una moto di grossa cilindrata che non ha lasciato scampo nemmeno al motociclista, Marco Lencioni, 38 anni. «Ho saputo quello che era successo da uno dei miei cugini - racconta sconvolta Ilenia Mazzone - la nostra è una famiglia molto numerosa e unita. Io e Samuele siamo cresciuti insieme. Per lui la cosa più importante era dare dalle soddisfazioni ai suoi genitori e al fratello più grande con cui aveva un legame molto stretto». La vita di Samuele ruotava attorno ai suoi amici e al calcio, la sua grande passione. In passato aveva giocato anche nella Lucchese Junior e nel San Filippo. «Era un ragazzo molto solare - dice la cugina - aveva molta voglia di vivere e si divertiva con poco. Gli piaceva giocare a calcio e andava spesso al campetto di Segromigno. Qui si ritrovava con i suoi amici per fare delle partite. Con Amedeo si conoscevano dalle medie, era il suo migliore amico». La mente di Ilenia torna indietro nel tempo, a quando la domenica lo andava a vedere giocare a calcio e gli scattava delle foto, a quando insieme passeggiavano in bicicletta. «Mi ricorderò sempre tutte le cose che abbiamo combinato insieme - scrive la giovane in un messaggio dedicato al cugino e postato su Facebook - a noi ci bastava stare nella tua cameretta a giocare e il tempo passava. Mi ricorderò sempre quando mi addormentavo sulla tua pancia e tu mi abbracciavi forte. Mi ricorderò per sempre gli scherzi che facevamo allo zio, mi ricorderò per sempre quando in albergo passavamo le giornate a cantare “Cioccolada” e mi ricorderò per sempre il nostro stare insieme. Ora sei il mio angioletto e mi devi promettere che non mi abbandonerai mai». Se n’è andato il “suo Samueldin”: così Ilenia aveva soprannominato il cugino. «Mi mancherà come l’aria - conclude - sarà sempre vicino a me e non lo dimenticherò mai. Ho deciso di tatuarmi la S di Samuele, per averlo sempre con me». —

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