Il Tirreno

Lucca

 

Vandali scatenati distruggono la siepe con piante centenarie

Emanuela Ambrogi
Vandali scatenati distruggono la siepe con piante centenarie

Bagni di Lucca: probabilmente dell’acido è stato versato alla base delle essenze su cui si affaccia la storica Villa Webb

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BAGNI DI lucca

L’amministrazione comunale cerca e trova l’aiuto di volontari e associazioni per mantenere il verde pubblico, ma, intanto, a Bagni non manca chi il verde lo distrugge. È rimasta sconcertata Angela Amadei, la responsabile della biblioteca comunale alla vista delle sue piante di ortensia, che si trovavano di fronte alla sua casa a Bagni alla Villa, letteralmente bruciate. Rabbia, indignazione e anche scoramento di fronte, come ha detto, «a tanta cattiveria» .

Ha infatti trovato completamente seccate una dozzina di piante di specie botaniche diverse, compreso un rosmarino grandissimo, che abbellivano non solo la sua abitazione ma tutta l’area di fronte alla storica Villa Webb. Il fatto che in breve tempo e contemporaneamente siano seccate piante diverse, così come è seccata anche l’erba del prato attorno alla siepe, porta a escludere che possa trattarsi dell’attacco di qualche parassita o di qualche altra causa naturale. L’ipotesi più probabile è quindi quella del gesto di cattiveria, con qualcuno che ha versato qualche sostanza in grdo di provocare quel disastro. Un qualcuno favorito dalla pandemia che, con la conseguente quarantena, poteva favorire movimenti e azioni inosservate.

Sta di fatto che il danno non è solo per la donn, ma per l’intera comunità. La siepe di bussolo di Villa Webb, che ha fatto la stessa fine, appartiene peraltro al Comune, e secondo il camerlengo dell’associazione Vicaria Val di Lima, che nella dimora storica ha la sua sede, contava circa 100 primavere. Amadei risiede a Torre del Lago, ma a Bagni alla Villa ha una casa proprio di fronte a Villa Webb. «Si fa fatica a guardare come è stata ridotta la splendida aiuola davanti alla mia casa – continua – un posto magico e affascinante che resta nel cuore di chi lo visita. Era una lingua di verde con piccole piante antiche per storia botanica o età anagrafica, che avevano resistito a estati torride e a inverni rigidi. Lo scempio che ho visto fa male al cuore. Il dispetto, se c’è stato, non l’hanno fatto a me ma a tutta la comunità. È davvero un peccato per tutti». —

Emanuela Ambrogi

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