Il Tirreno

Lucca

menesini, tambellini e mercanti 

«Un uomo dalla straordinaria visione delle prospettive»

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«Con Claudio Guerrieri se ne va una persona di altri tempi, che aveva uno stile e un modo di fare sempre garbato e sempre disponibile al dialogo»: commenta così la sua scomparsa il presidente della Provincia Luca Menesini.

«Ho avuto modo di collaborare con lui in varie occasioni – prosegue Menesini – e ho potuto sempre apprezzarne le qualità umane e professionali che lo hanno reso per molti anni, un saldo punto di riferimento per tutto il territorio. Guerrieri ha sempre avuto una visione ampia e, per questo, il suo contributo è stato prezioso sia dal punto di vista strategico, sia da quello più prettamente operativo. Come Provincia abbiamo avuto modo di collaborare su molte tematiche importanti, quali il piano di sviluppo locale, il turismo e gli eventi culturali, ma non solo: il suo apporto è stato prezioso anche per la realizzazione del Polo tecnologico di Sorbano, per quello di Segromigno e per quello di Minucciano. Abbiamo avuto la fortuna di poterci avvalere della sua grande esperienza e capacità di concretizzare quello di cui il territorio aveva bisogno, maturata sia in Confcommercio sia, alla guida della Camera di Commercio. Da oggi Lucca è un po’ più povera, ma il suo ricordo e il suo esempio continueranno a farci da guida. Sono vicino alla moglie Anna Paola e ai figli Marta Chiara e Lorenzo, ai quali esprimo le mie più sentite condoglianze, anche a nome dell’amministrazione provinciale tutta».

«Siamo addolorati per la morte di Claudio Guerrieri ed esprimiamo, anche a nome della giunta, sincera vicinanza alla sua famiglia – fanno eco il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini e l’assessore allo sviluppo economico Valentina Mercanti – è stato uno dei protagonisti più conosciuti e benvoluti dell’ingegno, della laboriosità, del garbo e della pacatezza lucchesi. Guerrieri ha saputo interpretare i ruoli pubblici che è stato chiamato a ricoprire con non comune sapere, con una straordinaria propensione al dialogo tra istituzioni e di visione delle prospettive della città. In continuità con ciò che la sua famiglia aveva avviato, la sua capacità imprenditoriale ha saputo dar vita a un marchio, nel settore in cui operava, conosciuto anche oltre i limiti del nostro territorio, perché simbolo di eleganza e raffinatezza. Guerrieri è stato un galantuomo che ha messo in pratica una rappresentanza fatta di profonda conoscenza del tessuto economico – sociale, di scambio di idee e di doti di interlocuzione». —

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