La manifestazione
Aggredisce la compagna al culmine di un litigio
I carabinieri intervengono a San Cassiano dopo la segnalazione del figlio La donna all’inizio è spaventata, ma per ora non presenta denuncia
LUCCA
Il regime di lockdown ha riproposto, con ancora maggior veemenza, il problema dei litigi e delle violenze in famiglia. E le denunce per maltrattamenti negli ultimi tre mesi, almeno in Lucchesia, rispetto al resto dei reati non hanno subito importanti flessioni. Con carabinieri e polizia costretti in più di una circostanza ad intervenire per sedare litigi che rischiavano di degenerare, per riportare la calma tra i coniugi o per redigere denunce per maltrattamenti in famiglia.
L’altra sera nel territorio di San Cassiano si è verificato l’ultimo episodio in ordine di tempo di una certa rilevanza all’interno delle mura domestiche.
Poco dopo le 19,30 un uomo, per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri del radiomobile e della Compagnia di Cortile degli Svizzeri, avrebbe iniziato ad inveire con la compagna e ci sarebbe stata una colluttazione. Le urla della donna hanno richiamato l’attenzione del figlio che è subito accorso a difesa della madre. Già in passato c’erano stati dissapori tra i conviventi, ma senza alcun tipo di conseguenze . Vista la situazione che rischiava di degenerare, il figlio della donna ha pensato bene di avvertire i carabinieri.
Sul posto è intervenuta, oltre ad una pattuglia del radiomobile, anche un’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118.
I due conviventi sono stati medicati al pronto soccorso dell’ospedale San Luca. Lei, spaventata e sotto choc, in preda a conati di vomito. É stata visitata dai medici in turno e refertata con una prognosi di pochi giorni e comunque inferiore alla possibilità di procedere d’ufficio da parte delle forze di polizia. Tutti i protagonisti della vicenda sono rientrati nelle rispettive abitazioni. E, a ieri sera non risulterebbero denunce per maltrattamenti o lesioni da parte della donna. La situazione è tornata alla normalità con buona pace di tutti dopo che, in un primo momento, si era temuto che l’acceso diverbio potesse degenerare. La forte riduzione dei contatti esterni e la condivisione prolungata degli spazi con il partner violento in questi mesi ha rappresentato un grande disincentivo a chiedere aiuto agli appositi centri anti violenza e alle forze dell’ordine. —
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