Gioco
«Nella lotta al parassita dei castagni stiamo solo perdendo tempo prezioso»
Il Comitato Civico non è convinto delle rassicurazioni e contesta le tesi degli esperti sulle strategie di difesa delle piante
Bagni di lucca
«Politici e, a volte, anche tecnici cercano di spostare su altri argomenti la vera questione del parassita che sta distruggendo i castagneti, mentre abbandonano l’unica azione efficace, ossia il lancio dell’insetto antagonista del cinipide, il torymus»: parte all’attacco il nucleo del costituendo Comitato Civico, nato per ottenere interventi in difesa dei castagni.
In un primo documento Enrico Andreucci, Davide Bonaventuri, Federica Giannini, Manuel Tognazzini, Silvano Giannini e Luca Giusti (in rappresentanza di castanicoltori, apicoltori, aziende agroforestali e boscaioli) chiedono intanto se e perché i lanci del torymus siano cessati anche se il cinipide è tornato a colpire: «L’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi lo scorso anno ha assicurato pubblicamente che, una volta ottenuti i risultati dei rilevamenti, sarebbe stata ben chiara la portata del problema. Chiediamo a Remaschi se può rendere noti i risultati dell’indagine sulla presenza del torymus, soprattutto nel Comune di Bagni, fornendo dati esatti delle varie zone dove sono presenti “castagneti attivi”. Oltre a questo sarebbe opportuno allegare un’illustrazione sui lanci effettuati negli ultimi tre anni nel nostro territorio, con la spiegazione delle scelte fatte».
Il gruppo contesta poi le soluzioni indicate dagli esperti, che paiono mettere in secondo piano l’importanza del lancio dell’insetto antagonista. Per i firmatari del documento in questo modo si distoglie «l’attenzione dal vero problema, visto che anche a livello nazionale dallo scorso anno la situazione è notevolmente peggiorata». I danni più rilevanti per il gruppo non derivano dal fungo («Si presenta solo con determinate condizioni climatiche: quest’anno si è sviluppato pochissimo»).
«Tutti gli agricoltori – riparte la nota – sanno benissimo che una pianta più è curata e più è in salute e meglio reagisce agli attacchi dei parassiti. Purtroppo però con la pianta con la potatura è molto più soggetta allo sviluppo di nuovi getti, che sono i preferiti dal cinipide perché teneri. Vengono completamente attaccati fino all’essiccazione».
Il gruppo dei cinque ricorda infine che non mancano certo i castagneti puliti e potati negli ultimi anni, e «comunque da nostre esperienze sul campo riteniamo il suggerimento da evitare. Siamo perfettamente a conoscenza del fatto che il torymus non porterà mai alla totale estinzione del cinipide, ma speravamo almeno, viste le rassicurazioni degli anni passati, riuscisse a contenerne la diffusione. Non è così. Mentre c’è chi cerca i colpevoli nei funghi e negli agricoltori, distogliendo l’attenzione dal vero problema, la vespa cinese, che si riproduce in modo esponenziale invadendo nuovi territori rimasti ancora miracolosamente poco colpiti. Lanciamo allora l’ennesimo grido di allarme. Prendere tempo per valutare gli effetti del cinipide nell’anno in corso serve solo per nascondersi, per poi parlare di una bella fioritura, omettendo di dire che è al 40% delle possibilità della pianta».
Il gruppo quindi invita gli esperti dell’istituto della ricerca forestale Stefano Fazzi e Massimo Giambastiani a far visita ai castagneti potati e curati: “Così avranno il piacere di testare di persona le loro discutibili tesi». —
Emanuela Ambrogi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
