Gioco
Al reparto di pneumologia del San Luca un ventilatore polmonare dono dei Lions
L’attrezzatura, fondamentale per affrontare le crisi polmonari acute, è particolarmente utile in questo periodo (e non solo)
lucca
L’ospedale San Luca può ora contare su un nuovo strumento per combattere gli effetti del coronavirus e, più in generale, per curare tutti quei pazienti con gravi problemi respiratori: si tratta di un ventilatore polmonare mobile donato dai Lions Toscana al reparto di pneumologia del nostro ospedale. Si tratta di uno dei tre apparecchi acquistati dall’associazione per le strutture toscane (gli altri due sono già stati consegnati agli ospedali di Arezzo e di Campostaggia Poggibonsi) all’interno di un “service” -– come si chiamano le iniziative dei Lions – di carattere internazionale, e mirato appunto all’emergenza del momento: quella del coronavirus.
«Si tratta di uno strumento particolarmente utile contro le infezioni polmonari acute – ha spiegato la direttrice di pneumologia Barbara Canari Venturi – in questo periodo essenziale, ma valido anche nel trattamento di altri tipi di pazienti». Da qui il ringraziamento ai Lions, ringraziamento cui si è aggiunta la direttrice sanitaria del San Luca Michela Maielli: «Ci siamo trovati davanti a una situazione difficile da gestire, dal punto di vista sanitario certo, ma anche emotivo. E gesti come questi, le donazioni ricevute, oltre alla loro utilità pratica ci hanno anche fatto sentire la vicinanza della comunità».
A illustrare il service che ha portato a questo dono il secondo vice governatore del distretto Lions 108La Toscana Giuseppe Guerra: «Si tratta di un evento per noi importante di vicinanza territoriale alle nostre strutture sanitarie. L’emergenza globale ci ha fatto rivedere le nostre progettualità al servizio del prossimo. A livello internazionale i Lions si sono mobilitati in questo senso e, per l’Italia, sono stati stanziati 350mila dollari, poi assegnati ai vari distretti. Un intervento che si aggiunge a quelli, numerosi, dei vari club locali. Speriamo come Lions di aver dato il nostro contributo alla comunità locale, ma il lavoro non è finito. Dopo i tanti acquisti, dalle mascherine all’ecografo, dedicati all’emergenza sanitaria, adesso bisogna organizzarci per affrontare anche l’emergenza sociale che si profila all’orizzonte. Giusto stasera (ieri per chi legge ndr) abbiamo un vertice per decidere come muoverci per trattare gli effetti sociali che questa crisi rischia di portare con sé».
Gli effetti sull’economia, con le sue potenzialmente gravissime conseguenze sulla vita di molte famiglie: «Adesso dobbiamo pensare anche ai service per affrontare la “Fase Due” – ha detto Maria Carla Giambastiani, coordinatrice distrettuale della Fondazione Lions Clubs International – la situazione è difficile, ma la Fondazione c’è per cercare di prevenire i problemi che verranno». «Questo gesto è la prova dell’attenzione e dell’impegno dei Lions per il territorio – ha aggiunto il presidente della quarta Circoscrizione Michele Petrone – ma non ci fermeremo certo qua».
E, dopo i ringraziamenti ricevuti ci sono stati, dai Lions, i ringraziamenti fatti, per voce di Guerra, a tutto il personale sanitario, «per quello che avete fatto, per quello che state facendo, e per quello che farete». —
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