Il Tirreno

Lucca

la decisione di sette commercianti 

Stop al rischio di assembramenti: i locali scelgono di chiudere a mezzanotte

Stop al rischio di assembramenti: i locali scelgono di chiudere a mezzanotte

Ha fatto preoccupare gli esercenti il gran numero di persone riversatesi venerdì sera nei punti clou della movida in centro

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I locali danno battaglia al rischio di assembraento e dichiarano la chiusura volontaria a mezzanotte nei giorni di sabato e domenica, come segno di responsabilità e tutela della salute delle persone e volontà di evitare possibili assembramenti prolungati. È la decisione presa da un gruppo di imprenditori del centro storico, sette in tutto titolari di alcuni dei più noti locali della cosiddetta movida lucchese: Il Barino di Giò. Old City e Shaker in Corso Garibaldi, Rewine in via Calderia, Il Peschino, Bar Turandot e Lebowski in piazza San Michele.

«Venerdì sera – spiegano gli imprenditori – in città c’era davvero molta gente. Segno evidente di quanta voglia ci sia fra le persone di riprendere una vita normale e tornare a divertirsi. Il comportamento della gente, a scanso di equivoci, è stato assolutamente corretto e rispettoso delle prescrizioni igienico sanitarie del governo. Ma abbiamo egualmente deciso all’unanimità di lanciare un segnale di prudenza: per questa ragione, in attesa di capire cosa accadrà nelle prossime settimane, i locali notturni di Corso Garibaldi, via Calderia e piazza San Michele per questo weekend chiuderanno volontariamente a mezzanotte».

«Teniamo a rimarcare – proseguono gli imprenditori – che si tratta di una decisione del tutto autonoma e non imposta: abbiamo avvisato il Comune di questa iniziativa, ricevendo parole di apprezzamento e condivisione, ma si tratta di una nostra decisione autonoma, che segue la decisione di impiegare steward all’esterno dei locali per controllare gli afflussi di persone ed evitare assembramenti. Steward pagati di tasca nostra».

«Ci pare giusto sottolineare – insistono gli imprenditori – come il commercio lucchese dimostri ancora una volta un grande senso civico, umano e sociale che viene prima dell’aspetto economico. Dopo mesi di sofferenza e chiusura sarebbe logico attendersi la smania da parte nostra di rimettere in moto gli affari e gli incassi, ma a noi prima di tutto sta a cuore la salute nostra, dei dipendenti e dei clienti. Ecco perché anche stavolta ci pare giusto anteporre la tutela delle persone, prima che degli incassi».

«Facciamo un altro passo - spiega Giovanni Martini, presidente della commissione Centro Storico di Confcommercio e titolare del Barino in corso Garibaldi -. È bellissimo vedere tanta gente ma non è facile gestire aspetti che si sovrappongono come il distanziamento sociale con la libertà. Venerdì sera - aggiunge - abbiamo visto gente normalissima e corretta, ma che vuole stare vicina».

Anche che a marzo, prima che scattasse il lockdown, molti commercianti lucchesi hanno deciso di chiudere in anticipo rispetto all’obbligo imposto dal governo. «Quest’ultima decisione sulla chiusura dei locali a mezzanotte - spiegano i sette imprenditori- è solo un altro passo di un percorso che va sempre nella stessa direzione di responsabilità e senso civico. Abbiamo preso questa decisione sabato mattina e non c’è stato modo di avvisare i nostri colleghi di altre zone. Ce ne scusiamo ma se altri locali del centro ed esterni alle Mura decidessero di aderire all’iniziativa, ne saremmo felici».

Anche il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessora alle attività produttive Valentina Mercanti hanno avuto parole di condivisione per l’iniziativa degli esercenti. «Voglio ringraziare i nostri commercianti che stanno facendo molto per far rispettare le precauzioni igieniche - ha detto Tambellini -. Ho molto apprezzato la decisione condivisa di chiudere i locali a mezzanotte e chi si è organizzato pagando perfino la vigilanza privata per gestire l'afflusso di persone nelle zone più frequentate. Un aiuto alla nostra polizia municipale e alle forze dell'ordine».

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