Il Tirreno

Lucca

Parrucchieri e centri estetica presi d’assalto «Siamo esausti, stanchi, ma anche strafelici»

Emanuela Ambrogi
Parrucchieri e centri estetica presi d’assalto «Siamo esausti, stanchi, ma anche strafelici»

La ripartenza a Bagni di Lucca: le testimonianze di chi finalmente ha potuto alzare la saracinesca dopo due mesi di inattività  

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Luci e ombre dopo la riapertura per i negozi di Bagni di Lucca. La preoccupazione per i commercianti è forte, ma al tempo stessi è stata grande la gioia nel rivedere clienti e persone perdute di vista da due mesi. In tutti è presente il timore di dover tornare indietro, nel tunnel, e per questo c’è il massimo rigore nell’attuazione delle regole. E conforta il comportamento, il sostegno morale degli abitanti: in tanti sono passati a salutare i proprietari delle attività riaperte.

Presi d’assalto in particolare i saloni dei parrucchieri e i centri di estetica. «Sono esausta ma strafelice – dice Claudia Petrini proprietaria del Centro Estetica Mia di Ponte a Serraglio – le clienti sono per me amiche, ritrovarle è stato bellissimo. Sono arrivate contente e sicure, come lo erano prima. Nel mio centro assicuro da sempre il massimo scrupolo nell’igiene in ogni dettaglio: l’utilizzo degli asciugamani usa e getta ad esempio lo avevo anche prima. Durante la quarantena ho avuto la possibilità di fare la mamma a tempo pieno dei miei due bambini. Un’esperienza straordinaria, ma avevo bisogno di rivedere le mie clienti, sono loro la mia carica. Solo l’ingresso è un po’traumatico con un nuovo approccio, misuro anche la temperatura. Ho preso anche il sanificatore per l’aria del negozio. Comunque non sono stata mai ferma, il contatto con le clienti è stato continuo così come la formazione professionale on line».

Giornata piena anche per il centro “L’estetica” di Erika Rossi e Caterina Manzini, alla Villa: «Piena e ricca di emozione, abbiamo lavorato dalle 8 fino alle 20,30, ma è stata una vera gioia. Come organizzazione è cambiato poco, già rispettavamo tutte le norme di igiene con estrema attenzione. Abbiamo cambiato la nostra mascherina, ora usiamo quella più grossa, e sanifichiamo, disinfettiamo ogni spazio. Fuori, all’ingresso, dopo la pulizia, abbiamo creato una nuova zona dove la persona che arriva, se la cliente che è dentro non è ancora uscita, può attendere senza problemi. La dimensione del salone ci permette di lavorare in tranquillità, le nostre rispettive cabine di lavoro sono separate. Abbiamo aperto due anni fa e la sensazione provata ora è simile a quel giorno, ancora più bella perché abbiamo ritrovato il rapporto di amicizia instaurato».

Primo giorno di lavoro senza respiro anche per il parrucchiere Daniel Citti, alla Villa: «Siamo felici, ma anche confusi per le modifiche apportate in negozio. È stata una grande gioia rivedere le clienti. Alcune prima di entrare in negozio, hanno chiesto che cosa dovevano fare, erano spaesate. Le regole per l’igiene sono state intensificate. Abbiamo ad esempio inserito la borsa di ogni cliente in sacchetti sterili. E poi mascherine, guanti, alcool puro con acqua ossigenata per le poltroncine e superfici, pulitura più volte al giorno. Ora dobbiamo riprendere il ritmo, con queste disposizioni arriviamo a servire meno della metà delle clienti di prima, i tempi di lavoro sono diversi ma siamo contenti». —

Emanuela Ambrogi

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