Il Tirreno

Lucca

BLITZ DELLA DIGOS DI BOLOGNA 

Tentate estorsioni nei negozi nei guai anche studente locale

Tentate estorsioni nei negozi nei guai anche studente locale

Il ragazzo che lavora come rider e frequenta l’università  ha ricevuto assieme a 4 persone il provvedimento cautelare del divieto di dimora nel capoluogo 

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LUCCA

Divieto di dimora nel comune di Bologna anche per uno studente universitario lucchese di 27 anni che lavora come rider nel capoluogo emiliano. Con lui altri quattro antagonisti appartenenti al collettivo Hobo di Bologna hanno ricevuto identico provvedimento per una serie di raid avvenuti in alcune aziende emiliane. Il giovane, che è iscritto a scienze politiche all’università di Pisa, aveva partecipato anche al corteo anti G7 avvenuto alcuni anni fa a Lucca. Secondo l’accusa i cinque - una sesta indagata, una ragazza che lavora in un caffè di Bologna, ha ricevuto il provvedimento di divieto di avvicinamento al locale - armati di megafoni si sarebbero presentati, stando all’accusa, di fronte gli ingressi di alcune aziende, in qualche caso interrompendo anche l’attività lavorativa. Nei confronti dei sei antagonisti e di altri 13 aderenti l’organizzazione, la procura di Bologna ipotizza i reati che vanno, a vario titolo, dalla tentata estorsione alla violenza privata e dall’imbrattamento delle cose altrui al disturbo delle occupazioni sino alla diffamazione. L’indagine, diretta dal sostituto procuratore Antonio Gustapane, è stata affidata alla Digos di Bologna e per quanto riguarda l’indagato lucchese ha collaborato la Digos della polizia di Lucca visto che il giovane era conosciuto perché appartenente ai collettivi studenteschi. Le misure cautelari disposte dal gip, Sandro Pecorella, derivano da numerosi fatti, anche a carattere violento, che i sei avrebbero messo in atto contro esercizi commerciali, società o cooperative di servizi sostenendo che quelle ditte non pagavano i dipendenti.

Gli antagonisti, secondo l’accusa, facevano capo al collettivo Hobo e avevano creato una pagina Facebook dal titolo inequivocabile “Padrone di merda” per rivendicare le loro azioni dimostrative. Tra queste gli inquirenti annoverano le contestazioni al Nails Cafè, il 9 e 20 luglio scorsi, e al negozio Nove Hair, il 16 novembre scorso, dove fu interrotta l’attività di entrambi gli esercizi con aggressioni fisiche nei confronti dei titolari ed esigendo somme di denaro con modalità estorsive. —

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