Il Tirreno

Lucca

Minacce di morte agli operatori Caritas, arrestato

Minacce di morte agli operatori Caritas, arrestato

In carcere un 47enne: ha violato il divieto di avvicinamento aggredendo verbalmente una persona in piazza San Michele

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Minacce agli operatori della Caritas: finisce in carcere un 47enne di Marlia che non ha rispettato il divieto di avvicinamento. Ieri pomeriggio le volanti della questura hanno dato esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere disposta dal gip Riccardo Nerucci. Gli agenti hanno arrestato Alessandro Antonucci, persona senza fissa dimora già nota alle forze dell’ordine che è solita bivaccare nel centro storico del capoluogo. Pochi mesi fa Antonucci era stato colpito dal divieto di avvicinamento alla mensa della Caritas a causa dei suoi atteggiamenti violenti e aggressivi nei confronti degli operatori. Un modo di porsi tale da incutere con la sola presenza del soggetto un forte stato di timore negli operatori della struttura e negli ospiti che lì si recano quotidianamente per i pasti. Timori fondati, dato che in un’occasione Antonucci aveva anche preso di mira l’automobile di una volontaria, danneggiandola a bastone e minacciando la donna, il responsabile della Caritas e una suora che lavora nel centro.

Nonostante il divieto di avvicinamento alle vittime, ottenuto in seguito alla denuncia per atti persecutori, l’uomo, dedito all’uso di alcool, pochi giorni fa ha incontrato in piazza San Michele una delle sue vittime, minacciandola di morte e costringendola a scappare velocemente, mentre gli urlava che non gli importava niente degli ordini del giudice.

Questo ultimo episodio ha aggravato la posizione del 47enne. Su proposta del pubblico ministero Sara Polino, ieri il giudice delle indagini preliminari Nerucci ha deciso di sostituire la misura del divieto di avvicinamento con la custodia in carcere, tenuto conto del disprezzo verso i provvedimenti dell’autorità mostrato da Antonucci che adesso si trova nella casa circondariale San Giorgio.

Quello del 47enne senza fissa dimora, non è un nome nuovo alle cronache giudiziarie: nel settembre 2018 l’uomo era finito in carcere per tentata estorsione, furto con destrezza e lesioni personali. Allora l'indagine era partita dal furto di un cellulare, consumato in stazione da tre uomini lucchesi ai danni di un avventore. I tre, qualche giorno dopo il furto, hanno fatto credere alla vittima di poter recuperare il telefono dietro il compenso di 50 euro. Quando il derubato si è rifiutato di pagare la somma, Antonucci l’ha seguito e picchiato procurandogli la frattura del naso. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web