La protesta
Lucca perde 43 docenti «Classi sovraffollate»
La protesta dei sindacati: «Organici tagliati nel territorio più colpito dalla pandemia: la sicurezza va salvaguardata»
LUCCA
Tagli agli organici della scuola: a Lucca 43 insegnanti in meno. Sindacati sul piede di guerra: «Con questi numeri a settembre non si possono riaprire le scuole in sicurezza. Avremo classi ancora “classi pollaio”».
In sintesi, è questo il succo del comunicato diramato ieri da Antonio Mercuri (Flc Cgil), Lucia Natali (Cisl scuola), Carlo Romanelli (Uil scuola rua), Stefano Guidi (Snals Confsal), Gianni De Persis ( Fgu Gilda Unams). «Le intenzioni di pesante taglio degli organici da noi preannunciate sono state confermate ieri – si legge nella nota – nel corso dell’informativa regionale ai sindacati. Intanto, è stato chiarito che la conferma degli organici da parte del Ministero non c’è stata. Malgrado il Covid da Roma sono arrivati per la Toscana 118 posti comuni in meno, che significano almeno una cinquantina di classi in meno. Il calo demografico, che pure esiste, non giustifica affatto una riduzione di queste proporzioni, e significa, comunque, che si è continuato a ragionare come se la pandemia non ci fosse stata e come se i numeri degli alunni per classe non dovessero scendere, per consentire il rientro nelle aule che resteranno quelle che sono. La denuncia da parte dei sindacati circa l’insostenibilità per il nostro territorio dei numeri prospettati sono valse il contentino, ieri, di 12 posti da distribuire su Lucca e Massa Carrara, il che porta i tagli su queste due province, da 95 a 83 (di cui 43 in meno solo a Lucca)».
«Per Lucca, questa operazione costerà dalle 20 alle 30 classi in meno, a seconda del grado di scuola che si andrà a colpire – spiega la nota – È vero, noi abbiamo 344 iscrizioni in meno, in valori assoluti il settimo calo della Toscana, ma al primo posto come tagli. Firenze con un calo di 1.288 avrà un organico di 35 docenti in meno. E con 382 studenti in più, Prato avrà 70 docenti in più. Non c’è alcuna giustificazione neppure banalmente statistica a queste scelte, che appaiono molto più dipendenti dal peso politico dei diversi territori. Noi chiediamo urgentemente ai nostri sindaci e al presidente della Provincia, che a breve si dovranno occupare di come stipare le nuove classi pollaio nelle aule già fortemente inadeguate del territorio, di far sentire alta la loro voce».
Se si vuole ripartire in sicurezza a settembre il governo degli organici non può tradursi in un simile “taglio” per i territori più colpiti dalla pandemia. «Quanti studenti ci saranno per ogni classe si decide ora – dicono i sindacati – sulla base degli organici assegnati. La sicurezza di studenti e lavoratori può essere salvaguardata soltanto riducendo i numeri degli allievi per classe. Dobbiamo attivare subito un tavolo istituzionale sulla scuola». —
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