Il Tirreno

Lucca

L’ARRESTO  

Stalker si finge poliziotto per molestarla

LUCA TRONCHETTI
Stalker si finge poliziotto per molestarla

Studentessa universitaria lucchese perseguitata da un coetaneo conosciuto tre anni fa e che le ha reso la vita impossibile

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LUCCA

Un amore malato e non corrisposto. Un’ossessione che ha arrecato gravi danni a livello psicologico e che poteva provocarne altri a livello fisico senza la prontezza di riflessi della ragazza e soprattutto di sua madre che non ha esitato un minuto a chiamare la centrale operativa del 113 per far intervenire la polizia e cancellare un incubo capace di rovinare l’esistenza a sua figlia. Ancora uno stalker protagonista della cronaca nonostante i tempi di distanziamento sociale causato dal coronavirus che da oltre due mesi tiene le persone chiuse in casa. Noi lui. Un ragazzo albanese di 23 anni che risiede a Latina. Tre anni fa aveva conosciuto un ragazza lucchese. Una coetanea che frequenta, fuori sede, un’università della Toscana ad indirizzo umanistico. Lei è carina, gentile ed educata. Lui se ne invaghisce e vuole conquistarla a tutti i costi. Non si arrende al suo rifiuto e prosegue ostinatamente il suo tentativo di approccio. Vuole uscire con lei, vuole un appuntamento. E quando trova la ferma e decisa opposizione della studentessa scatta in lui un meccanismo subdolo. Inizia una serie di condotte persecutorie. Quando i due risiedono nella città dove studiano lui inizia a pedinarla in modo ossessivo. E quando lei torna a casa ecco i martellanti messaggi sui social network. Prima pressanti e oppressivi, poi velatamente minacciosi. La studentessa inizia ad aver paura. Queste continue richieste, questo comportamento intimidatorio, le causano uno stato d’ansia. Ha il terrore di uscire di casa perché teme che incontrandolo le possa accadere qualcosa di grave. Poi con il «lockdown» la studentessa torna a casa con i genitori. Spera che il ragazzo albanese si dimentichi di lei.

IN TRENO PER LUCCA

Ma quel giovane non teme la quarantena e il contagio. Vuole incontrare la studentessa. E l’avverte che partirà per Lucca nonostante le restrizioni legate al distanziamento. E dalle parole passa alle vie di fatto. Prende il primo treno che da Latina, dopo un paio di scali, porta a Lucca. La ragazza avverte i genitori del pericolo imminente. Ma una volta giunto vicino all’abitazione il giovane stalker, sapendo che lei non avrebbe mai aperto la porta, tenta il tutto per tutto. Suona al citofono e si finge un agente di polizia. Ma la madre della vittima non mangia la foglia. Avverte la questura. Pochi minuti e la volante è sotto casa della ragazza. Il giovane albanese è lì fuori. Gli agenti gli chiedono i documenti e i motivi della sua presenza in zona. «Devo far visita a un congiunto» la risposta. Viene portato in questura e da lì, dopo aver avvertito il sostituto procuratore Elena Leone, in carcere con l’accusa di stalking in flagranza di reato. Ieri mattina si è tenuta l’udienza di convalida e il giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci ha disposto per il giovane albanese la misura cautelare dei domiciliari nella sua abitazione di Latina. Lo studente è stato anche sanzionato per la violazione della normativa Covid 19. —

LUCA TRONCHETTI



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