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Saldi estivi il 1º agosto La soluzione preferita dai negozi lucchesi
lucca
Saldi estivi al via dal primo di agosto. La decisione, ha spiegato il presidente nazionale di Federmoda Massimo Torti, è stata presa in sededi conferenza nazionale delle regioni. «Si tratta di un indirizzo nazionale:c’è l’ufficialità. Adesso ogni singola dovrà adottare un provvedimento ad hoc», ha sottolineato.
Confcommercio, da parte sua, plaude alla decisione, forte anche di un ’indagine condotta regione per regione tra i propri associati, dalla quale è emerso che il 52 per cento propende per questa opzione. In tutto, sul territorio italiano, si sono espressi 4.119 operatori, di cui 396 in Toscana, seconda solo a Lombardia ed Emilia Romagna per la partecipazione degli operatori commerciali. Venivano proposte più risposte: se anticipare i saldi rispetto alla data del 4 luglio, se lasciare invariata la data di partenza, se posticiparli o se addirittura sospenderli. La maggioranza delle risposte (218) ha preferito il posticipo dei saldi di fine stagione.
E in ambito toscano, la provincia di Lucca - «con nostra grande soddisfazione e orgoglio», tiene a sottolineare il presidente di Federmoda provinciale Federico Lanza - è stata la seconda, dopo Firenze, per la partecipazione degli operatori all’indagine.
In tutto hanno compilato il questionario in settanta negozianti in provincia di Lucca: di questi 6 si sono espressi a favore dei saldi anticipati, 4 per lasciarli con inizio il 4 luglio, 33 per posticiparli, 21 per sospenderli e 6 per altre soluzioni.
Anche se la soluzione definitiva, in termini di concorrenza con altri tipi di svendite non sta nemmeno nel posticipo: i responsabili di Federmoda lo sanno bene.
«Nei saldi - spiega Lanza - c’è sempre un forte scollamento tra negozi in franchising e privati. C’è poi tutto il nodo del commercio online, dove purtroppo non ci sono leggi».
Torti da parte sua ha ribadito che «siamo stretti tra un far eas del basso costo e un far west del basso prezzo. Per far ripartire la nostra economia faccio appello ai consumatori a preferire i negozi di fiducia in alternativa alla grande distribuzione». —
b.a.
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