Gioco
Lucca, a messa solo con la prenotazione via Internet
Da lunedì si potranno scegliere le funzioni del 23 e 24 maggio. Ogni parrocchia metterà a disposizione un numero di telefono
LUCCA. A messa come a un esame medico: con la prenotazione, da fare via Internet. Da lunedì prossimo, 18 maggio, le chiese possono ricominciare a ospitare i fedeli durante le celebrazioni. Ma per i giorni festivi e prefestivi, a partire da sabato 23 e domenica 24 maggio, servirà un modo per evitare afflussi troppo forti e, quindi, possibili assembramenti. Per questo la diocesi sta mettendo a punto un sistema di prenotazione via web che consentirà di partecipare alla celebrazione con la garanzia di rispettare la misura di sicurezza.
Una rivoluzione, una fra le tante di questo periodo che tutti stiamo vivendo, che l’arcivescovo Paolo Giulietti ha messo nero su bianco in una lettera inviata alle parrocchie e che ha ribadito in una videoconferenza con i sacerdoti e i collaboratori.
Saranno proprio le parrocchie a dover fare il primo passo, comunicando ufficialmente quante persone possono entrare nelle singole chiese rispettando il distanziamento sociale: «Si tratta di un numero rigido, che non possiamo cambiare - specifica Giulietti -. Quando l’abbiamo comunicato deve rimanere quello. Ad esempio la Cattedrale di San Martino è abilitato per 320 posti, con 2.300 metri quadri di superficie. Quindi i posti nelle nostre chiese si ridurranno drasticamente».
Ogni parrocchia dovrà poi “fare i conti”: calcolare, cioè, normalmente quanta gente andava a messa la domenica, prima del blocco causato dalla pandemia, tenendo conto ovviamente che questo numero sarà da rivedere al ribasso, visto che soprattutto all’inizio della riapertura ci sarà chi (a partire dagli anziani) deciderà di non partecipare alle funzioni. Partendo da questa base e dalla capienza ridotta delle chiese, si calcolerà poi quante celebrazioni servono per soddisfare la “domanda” di messe. «Ad esempio - spiega Giulietti -: se nella parrocchia X venivano a messa 1.000 persone e bastavano tre messe ora, con la capienza ridotta a un terzo, ce ne vorrebbero nove. Teniamo conto che non verranno tutti e 1.000 e diciamo che ce ne vorrebbero sei. Quindi andrebbe raddoppiato il numero delle celebrazioni».
Per evitare di dover moltiplicare le celebrazioni, continua l’arcivescovo, è meglio fare meno celebrazioni utilizzando gli spazi più grandi: anche perché ogni spazio «è impegnativo», visto che deve essere attrezzato con dispenser per il gel, con i cartelli, con i segnaposto e così via. L’offerta di messe, dunque, andrà calibrata anche mettendo insieme parrocchie vicine, sfruttando gli spazi più ampi: «Invitiamo la gente a spostarsi, le persone capiranno», sostiene Giulietti.
Stabilito quante e quali messe celebrare si entra nella parte più delicata del ragionamento. «Non voglio che ci sia un cristiano di Lucca che dice “non ho trovato posto alla messa”», dice Giulietti. In sostanza la diocesi vuole che chi esce di casa per andare alla celebrazione abbia la certezza di potervi partecipare. E per far questo l’unico mezzo è la prenotazione.
Così, a partire da lunedì prossimo, sarà online un sistema nel quale le parrocchie “caricheranno” le messe che hanno deciso di celebrare (a partire da quelle del 23 e 24): a questo punto i fedeli sceglieranno quelle per le quali ci sono ancora posti disponibili e riceveranno una conferma della prenotazione. Per chi non ha Internet, ogni parrocchia metterà a disposizione un numero di telefono per ricevere le prenotazioni. «A livello nazionale - ha aggiunto Giulietti - è anche allo studio un’app per rendere il tutto più facile».
Le parrocchie, da parte loro, avranno la lista dei nomi di chi ha prenotato una certa funzione e il personale addetto all’ingresso farà entrare soltanto quelli che sono in lista (ovviamente dopo il controllo della temperatura che non dovrà essere superiore a 37,5°). Quando i posti per una messa sono esauriti, semplicemente non potrà più essere scelta dai fedeli.
«È importante che i parroci non siano lasciati soli in questo frangente, altrimenti non ce la faranno - ha detto Giulietti -. Per questo ho voluto che in ogni parrocchia si formi un gruppo di volontari». Da lunedì, anche per loro, ci sarà la prova del nove. —
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