Italia
«Erika, il nostro orgoglio»
Ghiloni, 28 anni, è da molti anni una volontaria della Misericordia che lavora in un reparto Covid dell’ospedale di Sondalo: ecco la lettera degli amici
borgo a mozzano
La loro è un’amicizia leale, profonda, nata, una quindicina di anni fa, tra le mura della Misericordia di Borgo a Mozzano. Lei, Erika Ghiloni, 28 anni, di Piano della Rocca, oggi è un’infermiera che lavora nel reparto Covid dell’ospedale Morelli di Sondalo, in Valtellina. Ed è lì, lontana dai suoi affetti più cari – i genitori, il fidanzato Augusto e quegli amici con cui ha condiviso servizi d’emergenza e risate – che sta combattendo la sua battaglia più difficile, in un reparto in cui la sofferenza, purtroppo, è all’ordine del giorno. Ma Erika non è il tipo da scoraggiarsi. Perché – come racconta il governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano, Gabriele Brunini – non ha mai paura di affrontare le situazioni, anche quelle più difficili. «Erika è da sempre una grande volontaria – racconta Brunini – Una volta conseguita la laurea in Scienze infermieristiche, ha lavorato per tre anni all’interno della Rsa “San Francesco”, gestita dalla Misericordia. Poi, nell’aprile 2019, è entrata al Policlinico “Le Scotte” di Siena dove è rimasta pochi mesi per trasferirsi, nel novembre dello stesso anno, in Valtellina».
Da allora, è tornata più volte nella sua Borgo a Mozzano, fino a quando il coronavirus non ha paralizzato gli spostamenti. Ma gli amici, quelli di sempre, la pensano sempre e aspettano con trepidazione il momento in cui potranno riabbracciarsi. «Avere una persona cara lontana ai tempi del coronavirus è dura – spiega Beatrice Bertolacci, anche lei volontaria della Misericordia in rappresentanza del gruppo formato – ma lo è ancora di più se quella persona di mestiere fa l’infermiera in un reparto Covid. È difficile, per noi, vivere questa situazione ma, ogni volta, durante una videochiamata, Erika ci accoglie sempre con un sorriso disarmante. Sì, perché la cosa che sa fare meglio, dopo la professione di infermiera, è sorridere e la voglia di farlo non la perde mai, neppure in questa situazione».
«Vogliamo dire a Erika che siamo orgogliosi di lei, di come sta affrontando tutto questo, di come ogni volta ci racconti le sue giornate e pure di come affronti sempre con il solito ottimismo – sottolinea Bertolacci – Siamo orgogliosi di lei e di come porti, fiera, i segni di mascherine, occhiali protettivi, camici e tute. Siamo orgogliosi di lei perché non si scompone mai. Siamo orgogliosi di lei perché sappiamo che con il suo entusiasmo si è fatta voler un gran bene anche al “Morelli” di Sondalo».
Gli amici – Alberto, Beatrice, Gianni, Rachele, Marco, Valeria, Nicolò e Giulia – ora aspettano che Erika ritorni. Attendono quel momento in cui, finalmente, potranno riabbracciarsi, dopo lunghi mesi di separazione. E in cui potranno sedersi di nuovo, intorno a un tavolo, per condividere le esperienze di questi mesi, tra una risata e qualche lacrima. Come ormai fanno, ininterrottamente, da 15 anni. –
martina trivigno
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