Gioco
Come eroi mascherati fanno del bene alla gente: grazie agli infermieri
In occasione della giornata mondiale che celebra questi lavoratori il responsabile Svaldo Sensi racconta come hanno gestito questa emergenza
LUCCA
Hanno una maschera che copre il volto, come gli eroi di fumetti e serie tv. E come loro fanno del bene alla gente, talvolta rischiando in proprio. Ma al contrario di questi personaggi dell’universo fantastico, loro esistono davvero e vivono in mezzo a noi. Ce ne siamo accorti soprattutto (o soltanto) ora, nel corso di un’emergenza sanitaria senza precedenti. Proprio ieri era la giornata mondiale dell’infermiere e così abbiamo deciso di celebrare questi lavoratori mascherati con le loro foto. «Sì, è cambiato il modo in cui la gente ci vede – conferma Svaldo Sensi, responsabile degli infermieri territoriali – Il nostro biglietto da visita è sempre lo stesso: abnegazione, rigore nei comportamenti, impegno per la collettività. Ma questa emergenza ci ha dato un ruolo da protagonisti e ha aumentato la fidelizzazione del cittadino nei nostri confronti: ci sentono più vicini. Sono tanti gli episodi che confermano questo cambio di prospettiva: le lettere che riceviamo, le donazioni, gli sguardi delle persone che andiamo a trovare a casa. Sono situazioni pericolose che talvolta si trasformano in qualcosa di bello e toccante. Una coppia di anziani della Piana, ad esempio, attendeva l’arrivo degli infermieri per sottoporsi al tampone: erano entrambi a rischio Covid. Quando le colleghe si sono presentate, i due coniugi hanno fatto trovar loro in tavola un piatto di fragole con panna. E come hanno insistito perché le mangiassero. Ovviamente erano in assetto Covid, con tute e visiere, mascherine e doppi guanti, quindi hanno dovuto declinare l’invito».
Gli infermieri del territoriale sono 150 e il loro lavoro si divide in quattro branche: l’attività al San Giorgio; gli ambulatori; l’assistenza a domicilio e il dipartimento della Prevenzione. Durante questa emergenza, però, è cambiato un po’ tutto: «Siamo dovuti uscire dall’attività programmata per reinventarci – spiega Sensi – sia per la gestione dei tamponi drive through (quelli in auto) al Campo di Marte, sia per non far sentire soli i cittadini. Ad esempio gestendo le telefonate di coloro che erano nelle liste degli appuntamenti ambulatoriali. E poi gli infermieri fanno parte delle Usca: affiancano i medici nelle visite a domicilio dei Covid e in caso di necessità fanno anche i tamponi. Attività delicata ma siamo stati bravi: non abbiamo avuto personale contagiato, eccezion fatta per due infermiere che però hanno contratto il virus fuori dall’ambito lavorativo. E poi ci sono i colleghi che girano la Piana per fare i test sierologici per lo screening regionale: prima le rsa e le case famiglia, adesso i farmacisti, poi le badanti».
L’organizzazione territoriale degli infermieri di Lucca è considerata un esempio in tutta l’Asl: «Abbiamo un sistema informatico che ci consente di sapere in tempo reale quanti sono i posti letto di Cure intermedie disponibili nelle strutture del territorio: Campo di Marte e ora anche Santa Zita e la Barbantini – spiega Sensi – Sul fronte dell’assistenza primaria e della continuità ospedale-territorio vogliamo promuovere il modello dell’infermieristica di prossimità per andare incontro alle esigenze delle famiglie. Voglio ringraziare tutti gli operatori che in questa fase hanno rinunciato a ferie, riposi per dare una mano». —
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