La protesta
Giornali a casa, stop a code e nervosismi
Questa la filosofia di Aimone Lazzareschi, titolare dell’edicola Parigi di Camigliano: «Prima di tutto tuteliamo i nostri clienti»
capannori
«Ci siamo organizzati per non creare code fuori dal negozio, contingentando i tempi di attesa per consentire ai clienti di approvvigionarsi velocemente e rientrare a casa il prima possibile. Lo abbiamo fatto per salvaguardare la loro salute, ma anche la nostra, visto che siamo sempre a contatto con la gente. Ci è sembrato il modo migliore per difenderci da eventuali contagi da coronavirus che, nonostante gli ultimi bollettini confortanti, continua a fare paura. Mi sforzo di essere ottimista, anche se sento che la faccenda sarà ancora lunga e tortuosa». Esordisce così Aimone Lazzareschi – da una vita dietro il banco dell’esercizio commerciale di Camigliano, in località Parigi – quando lo chiamiamo per raccontarci come vive questo momento di emergenza e come lo sta affrontando. «Abbiamo fatto il possibile per eliminare qualsiasi contatto fisico tra rivenditore e cliente – spiega – e sembra che la gente abbia apprezzato. Per maggiore sicurezza, serviamo sulla porta del negozio, evitando che la gente entri priva di guanti e mascherina e tocchi i prodotti con le mani. Molti arrivano all’ora stabilita per ritirare la spesa ordinata telefonicamente oppure dietro consegna manuale della lista. E a chi lo richiede, consegniamo a domicilio. In questo modo eliminiamo code e nervosismi e siamo tutti più tranquilli». Un’azienda organizzata, quella del signor Aimone, ultimo erede di una dinastia di bottegai che vanta quasi duecento anni di attività ininterrotta. «E che, purtroppo, si fermerà quando io non ci sarò più – spiega il titolare – perché l’unica discendente di famiglia che avrebbe potuto proseguire il lavoro era mia figlia, scomparsa prematuramente dieci anni fa. Per fortuna mio genero Mario Marsalli è rimasto con noi. Un uomo eccezionale e un ottimo lavoratore che è sempre stato vicino a me e a mia moglie Marisa, facendoci sentire meno soli e diventando indispensabile in negozio: non solo alimentari, ma anche edicola e tabacchi e gestiamo il bar che adesso è chiuso per ordinanza ministeriale».
A dare man forte in bottega c’è anche la commessa Elisa Giannotti, col tempo diventata quasi di famiglia. «Non posso lamentarmi del lavoro – conclude Lazzareschi – Non abbiamo mai chiuso e gli affari stanno andando bene, compresa la vendita di giornali e sigarette. Il settore alimentare è quello che marcia meglio adesso, dato che molta gente preferisce acquistare in negozio anziché fare la fila al supermercato. Soprattutto il martedì, quando preparo le salsicce fresche e genuine come si usava una volta». –
Rossella Lucchesi
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