Il Tirreno

Lucca

opposizione all’attacco a Castelnuovo 

«Le strutture sanitarie della Valle inutilizzate a vantaggio dei privati»

Luca Dini

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CASTELNUOVO

Mentre l’emergenza coronavirus ha preso la scena il gruppo dell’opposizione di Castelnuovo evidenzia una serie di segnali negativi per la sanità in Valle del Serchio, parlando di «mosse Asl per “spegnere” gli ospedali della Valle in cui abbiamo investito nel corso degli anni e per i quali hanno, da tempo immemore, promesso grandi e nuovi investimenti».

Le osservazioni del gruppo partono proprio dalla crisicoronavirus, visto che i chirurghi dell’ospedale di Lucca avrebbero operato al Santa Croce proprio a causa dei pazienti Covid ospitati al San Luca: «Ce lo aveva detto l’assessore Tolaini, ma ci risulta che questa esperienza appena iniziata sia stata già interrotta – dice la capogruppo Silvia Bianchini – invece è un dato di fatto che gli urologi e gli ortopedici dell’ospedale di Lucca stiano andando a operare regolarmente nella casa di cura Barbantini di Lucca. È incomprensibile che questi specialisti non vengano a fare gli stessi interventi negli ospedali di Castelnuovo o di Barga. Perché non valorizzare i nostri ospedali (pubblici) in Valle e favorire invece la sanità privata? Ma viene da domandarsi, i tanto sbandierati 6 milioni di euro per costruire nuove sale operatorie a Castelnuovo, a cosa o a chi serviranno? Visto che non si riesce a far lavorare le tre sale operatorie già presenti e funzionanti. Questa è una scelta intollerabile, che i sindaci della Valle dovrebbero fortemente contrastare».

Scelte che al gruppo sembrano in controtendenza rispetto a un paese che sta cercando di recuperare i vecchi ospedali per l’emergenza virus: «L’Azienda Ospedaliera Toscana Nord Ovest che fa? Si rivolge a privati invece di valorizzare le proprie strutture. E pensare che negli anni recenti all’ospedale di Castelnuovo sono stati eseguiti importanti e costosi lavori di manutenzione per la messa a norma anche antisismica. Ovviamente sono state spese cifre elevate di denaro pubblico in tutte queste opere di ammodernamento. Se qualcuno avesse un reale interesse al problema della sanità alzerebbe la cornetta del telefono e chiamerebbe non solo la dottoressa Casani, ma finanche il presidente della regione Toscana per evitare un tale scempio di soldi pubblici e un così grave danno alla sanità della Garfagnana». —

Luca Dini

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