La protesta
Alberi e aiuti a chi non inquina per migliorare la qualità dell’aria
Capannori
Lo stop per il virus ha fornito spunti interessanti, che dovranno essere studiati, sull’impatto delle attività umane sulla qualità dell’aria, e anche lo studio di quei dati dovrà servire all’obiettivo di migliorare l’ambiente.
«Il tema della qualità dell’aria – dice l’assessore all’ambiente di Capannori Giordano Del Chiaro – deve essere sempre più al centro delle azioni per migliorare la qualità della vita dei cittadini della Piana. Per questo il 2020 a Capannori sarà l’anno delle piantumazioni, del sostegno al mondo agricolo per dare alternative agli abbruciamenti, della sburocratizzazione e degli incentivi a chi investe per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Se c’è una questione su cui gli esperti concordano è che chi vive in zone con qualità aria peggiore e sistemi respiratori più compromessi è più sensibile a virus e malattie. In questa fase 2 dell’emergenza sanitaria, in cui le restrizioni si stanno pian piano allentando ma sta crescendo il senso di responsabilità collettiva, la lotta alle polveri sottili deve essere sempre più una priorità. La ricetta della nostra amministrazione è quella degli investimenti verdi, dello snellimento delle procedure e delle premialità per le azioni per la sostenibilità e la salvaguardia dell’ambiente».
In questo senso il Comune sta lavorando a vari progetti, tra questi il piano delle piantumazioni con la messa a dimora di qualche centinaio di alberi sempreverdi, i più adatti a contrastare il particolato. Il piano, in fase di definizione, prenderà il via da aree comunali incolte e coinvolgerà anche i privati. Le piantumazioni saranno effettuate in autunno, stagione idonea per questo tipo di operazione. Nel corso del 2020 sarà attuato anche il progetto sperimentale biotrituratori: le macchine saranno messe a disposizione degli agricoltori per smaltire i residui vegetali invece di bruciarli. Infine sarà costituito un osservatorio ambientale con gruppo di esperti del settore.
«Lo stop forzato delle attività – dice il presidente della commissione ambiente Francesco Borelli – ha prodotto riduzioni significative di inquinanti provenienti dal traffico dei veicoli ma non ci sono stati risultati tangibili sull’inquinamento da polveri sottili, che anche a marzo 2020 si è mantenuto sui livelli degli anni precedenti. Anche per questo motivo la lotta alle polveri sottili resta un obiettivo prioritario dei prossimi anni».
In Italia il lockdown ha prodotto una sensibile riduzione delle emissioni in atmosfera, con i netti miglioramenti di aree fortemente inquinate come la Pianura Padana. Nella Piana di Lucca però la situazione è in parte differente. Il blocco delle attività è coinciso con il cambio di stagione: un periodo in cui gli andamenti degli inquinanti tipici urbani subiscono un’attenuazione rispetto al periodo invernale. In ogni caso, dal confronto di Arpat con i dati degli anni precedenti, la diminuzione più evidente si riscontra a marzo sugli ossidi di azoto, inquinante direttamente collegato al traffico (e che peggiora pure l’effetto serra, mentre nessuna riduzione si apprezza nella stazione di Capannori rispetto al Pm10, il particolato che affligge la Piana. —
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