Gioco
«Siamo felici, ma vietato abbassare la guardia»
Parlano i frequentatori usciti ieri per camminare o fare sport all’aria aperta: «Per noi una boccata d’ossigeno, ma il Covid-19 non è stato ancora sconfitto»
lucca
Per alcuni è stato come respirare una boccata d’ossigeno. E – non lo negano – quella passeggiata lungo le Mura Urbane mancava. Giuseppe Conoscenti sta facendo attività fisica: è uscito di casa abbastanza presto, ieri, ed è tornato indietro nel tempo fino a qualche mese fa, quando ancora nessuno poteva immaginare quello che sarebbe accaduto di lì a poco. «Per me fare sport all’aria aperta è un’abitudine che aiuta non solo il corpo ma anche la mente – precisa – Questo è un giorno di festa e sono felice di questa libertà riacquistata. Non posso che sperare, ora, in comportamenti prudenti da parte di tutti: soltanto in questo modo, infatti, riusciremo a progredire, sconfiggendo una volta per tutte il coronavirus e tornando così alla normalità, quella vera».
«Non riuscivo più a stare in casa – precisa Anna Walker – Così, il primo maggio, sono salita in sella alla mia bicicletta e ho raggiunto i campi fuori città: ho pedalato per tre ore, che fatica. È stata un’emozione bellissima: finalmente, dopo tanto tempo, ho sentito di nuovo il sapore della libertà. Ma, d’altronde, il lockdown era necessario, chissà cosa sarebbe successo se non ci fosse stato. C’è da dire, poi, che i lucchesi si sono comportati bene, hanno rispettato le disposizioni. E proprio ce lo meritavamo di riappropriarci delle nostre amate Mura Urbane. Ma non dobbiamo abbassare la guardia: il Covid-19 continua a essere tra noi, come un nemico invisibile da contrastare».
Michela Simi si è seduta su una panchina, poco distante dal Caffè delle Mura. Accanto a lei c’è Ada, un simpatico barboncino che si guarda intorno con aria curiosa. «Per molto tempo abbiamo visto il sole soltanto dalla finestra – precisa – ed essere qui, finalmente a respirare un po’ d’aria, è bellissimo. Le Mura, d’altronde, sono il giardino preferito di tutti noi lucchesi e siamo felici di avere avuto la possibilità di tornare».
Marta Conti cammina veloce, mentre spinge il passeggino con sopra suo figlio. «In qualche modo dovevo fare e, abitando fuori città, uscivo per fare un giro giusto intorno casa – precisa – ma, a dire la verità, qui è un’altra cosa. Sono contenta, poi, perché ho l’impressione che le persone stiano rispettando le disposizioni e, ora più che mai, è importante che sia così. La “fase due” non esclude il rispetto delle regole, anzi. Di mezzo c’è la nostra salute».
Infine Maria Teresa Toschi che, ieri, dopo diversi mesi, lungo la passeggiata delle Mura ha incontrato i suoi amici di sempre. Si sono conosciuti proprio lì ma il lockdown li aveva momentaneamente separati. «Con mio marito veniamo qui ogni giorno e facciamo tre giri completi – conclude Toschi – Abbiamo conosciuto questi amici che non vedevamo da un po’, anche se ci sentivamo per telefono. Ci siamo ritrovati, finalmente. Ma, almeno per il momento, non possiamo riabbracciarci: rispettiamo la distanza di sicurezza e indossiamo le mascherine. La salute viene prima di tutto». –
martina trivigno
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