Gioco
A piedi o in bici: i lucchesi si riappropriano delle Mura
Numerosi i controlli da parte delle forze dell’ordine, nessuna sanzione per violazione delle norme anticontagio
Martina Trivigno / lucca
Soffia una leggera brezza, il sole filtra timidamente tra i rami degli alberi.
È un nuovo giorno, quello più atteso, forse, per tornare a respirare un’aria di normalità. Non che tutto sia finito e l’emergenza coronavirus superata, del tutto lasciata alle spalle, quello no. Ma la riapertura delle Mura Urbane, dopo cinquanta giorni, ha segnato, ieri, un primo, timido passo (seppur tangibile)per tornare nei luoghi più familiari della nostra quotidianità. C’è serenità, negli occhi di chi percorre la passeggiata delle Mure, lo sguardo rivolto a quel paesaggio conosciuto, da sempre. Ma che, adesso, assume sfumature nuove, dopo una quarantena lunga e, in molti casi, estenuante, anche se necessaria.
Quella prima volta sulle Mura, ieri – chiuse, ormai, dal 14 marzo scorso – ai più fa tirare un sospiro di sollievo. Sono stati in tanti a tornare a fare sport lungo l’anello della cinta muraria. Scarpe da ginnastica ai piedi e vestiti comodi per correre o camminare, le cuffie nelle orecchie per ascoltare la musica. Qualcuno spinge un passeggino, altri portano il cane al guinzaglio e altri ancora viaggiano in sella alla bicicletta. Ma c’è anche chi decide di fermarsi su una panchina a leggere un libro o magari fare una telefonata. E proprio alle sedute che, più o meno, costeggiano tutto il perimetro delle Mura Urbane è stata dedicata una maggiore “attenzione”: su ognuna, infatti, è stato sistemato un cartello che invita i frequentatori a sedersi uno alla volta. Ma proprio per evitare assembramenti (perché l’obiettivo della distanza di sicurezza resta), sono state “fettucciate” quelle sedute che si trovano l’una di fronte all’altra così come i tavoli e i giochi per bambini sono stati interdetti. A controllare la passeggiata e, di conseguenza il rispetto delle disposizioni, ci pensano, invece, le forze dell’ordine con diverse pattuglie impegnate in zona.
«Siamo stati presenti sul territorio per individuare eventuali trasgressori – spiega il comandante della polizia municipale, Maurizio Prina – ma non sono state comminate sanzioni. Nella prima giornata di riapertura delle Mura Urbane, in molti hanno approfittato per tornare a fare attività fisica all’aperto. Ma non abbiamo rilevato irregolarità e, di conseguenza, non ci sono state sanzioni. Anzi, i cittadini si sono dimostrati molto attenti. Alcuni di loro, ad esempio, ci hanno chiesto come mai alcuni runner non indossassero la mascherina. Abbiamo loro spiegato che non è obbligatorio se si è da soli e si mantiene la distanza di sicurezza di almeno due metri. L’inizio è stato buono, ma ora è fondamentale che i frequentatori delle Mura Urbane continuino su questa lunghezza d’onda».
C’è una coppia che cammina a passo svelto, si ferma un attimo a parlare. «Ci aspettavamo ci fosse più gente – spiega Agostino Abruzzese con sua moglie Vesna – Viviamo a Lucca da una decina d’anni e per noi, a differenza dei lucchesi, questo posto non ha un valore sentimentale, ma è il luogo principe in cui venire a fare una bella passeggiata. Per questo siamo felici che le Mura siano di nuovo accessibili».
La pensano così anche Giada Simeoni e Shahzad Sabir. «Abbiamo rispettato la quarantena fino all’ultimo – concludono – ma poter essere di nuovo qui rappresenta, almeno per noi, una liberazione. Da qui ricomincia il senso della vita: le limitazioni sono state necessarie perché di mezzo c’era il bene comune. Ma dal punto di vista psicologico restare chiusi in casa è stato traumatico. E, adesso, abbiamo soltanto voglia di recuperare». –
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