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Al San Luca restano “solo” venti Covid. Ripartono visite, diagnostica e interventi

Gianni Parrini
Al San Luca restano “solo” venti Covid.  Ripartono visite, diagnostica e interventi

Al via la “fase 2” della sanità: appuntamenti dalle 8 alle 20 (sabato compreso) e telemedicina. Riprende l’attività chirurgica

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LUCCA

Al via oggi la “fase 2” della sanità: il San Luca e i presidi territoriali riprendono a pieno regime l’attività, ma con le cautele del caso: visite spalmate sull’arco di 12 ore (dalle 8 alle 20, sabato compreso) e appuntamenti in via telematica con medici e pediatri di famiglia. Il tutto per evitare assembramenti. Riprendono anche gli screening oncologici e le attività chirurgiche programmate.

Le novità sono contenute nell’ordinanza n. 49, firmata ieri dal presidente della Regione Enrico Rossi. Si riparte, dunque. L’emergenza non è finita ma si è molto attenuata: al San Luca i pazienti Covid rimasti sono “solo” 20 . Pochi rispetto ai 100-110 che si contavano a metà marzo, quando i posti in rianimazione erano praticamente esauriti e si predisponevano le sale operatorie per ospitare i malati. L’ospedale di San Filippo si è “piegato” - e meglio di altri - alle esigenze imposte dall’ondata pandemica, riservando ai Covid reparti ospedalieri (dette “bolle”) solitamente destinati ad altre specialità (ad esempio il Day surgery). Lo si è potuto fare perché le attività ordinarie erano sospese: pochi interventi chirurgici (solo gli inderogabili) e attività ambulatoriali (visite e diagnostica) in gran parte sospese. Adesso è tempo di ripartire e per farlo occorre garantire sicurezza, separando il più possibile le aree Covid da tutto il resto, finché il numero dei casi non consentirà di avere un solo ospedale per Asl (nella nord ovest il Santa Chiara di Pisa) destinato ai positivi al coronavirus. L’ordinanza firmata da Rossi detta le linee guida che poi verranno tradotte dalle Asl in una riorganizzazione che riguarderà le singole strutture ospedaliere. Al San Luca si va ripristinando la vecchia geografia dei reparti di epoca pre-Covid: il setting E (ex degenza chirurgica), le Malattie infettive e la Subintensiva tornano a essere utilizzati per le attività ordinarie. Ai pazienti Covid restano l’area di Day Surgery (ce ne sono 8) e la terapia intensiva (gli altri 12). Ci sarà poi da riattivare le 13 sale operatorie. In epoca di emergenza solo 3-4 erano utilizzate per le patologie tempo dipendenti, le urgenze e gli interventi non più rimandabili. In più era stata siglata una convenzione con la clinica Barbantini per lo svolgimento nella struttura di via del Calcio di una quota dell’attività chirurgica da effettuare con le èquipe del San Luca. Ora si dovrà riprendere anche con gli interventi programmati che erano stati rimandanti. La Regione invita le aziende a realizzare una nuova pianificazione delle attività, in rapporto alla nuova capacità di offerta, creando liste di priorità per gli interventi di classe A, di classe B e oncologici, oltre che di quelli non procrastinabili. Per i programmati si potrà fare affidamento anche sugli altri ospedali della rete o sui privati accreditati. In fase di preospedalizzazione deve essere eseguito il test sierologico (almeno sette giorni prima) mentre continua a essere vietato l’ingresso agli accompagnatori (eccezion fatta per minori e non autosufficienti). Restano anche pre-triage e check point. —

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