Gioco
Appello del Cipaf all’amministrazione per salvare il commercio
BARGA
Il commercio fornacino annaspa da anni per le congiunture economiche sfavorevoli, e l’emergenza sanitaria rischia di affossare definitivamente. un comparto che dà lavoro ad almeno 400 persone. Il Cipaf, l’associazione dei commercianti che raggruppa oltre cento esercizi lancia un appello alle istituzioni locali: «Questi eventi traumatici debbono portarci a riflettere e a cercare soluzioni alternative. Non possiamo rimanere in perenne attesa. Già la crisi attraversava tutti i settori e questa pandemia e l’allungarsi dei tempi di riapertura, porterà solo a chiudere moltissime attività commerciali con gravissime ripercussioni sul tessuto sociale».
«Chiediamo un confronto con l’amministrazione – continua l’associazione – per creare un tavolo permanente che coinvolga tutti i vari rappresentanti dei settori economici, associazioni e cittadini, per programmare al meglio tutte le strategie da intraprendere, per valutarne la loro efficacia e in particolare per creare le basi per la convivenza con questa nuova realtà. Avevamo già proposto all’amministrazione di recuperare l’idea di paese con un percorso di trasparenza con i cittadini, finalizzato alla riqualificazione dell’ambiente attraverso la sostenibilità, la ricerca, la programmazione di interventi rivolti allo sviluppo di tutta la collettività. Questo anche con lo studio preliminare affidato al Dipartimento dell’Università di Pisa. Oggi, più che mai questo studio deve avere immediato inizio in parallelo allo studio urbanistico dell’area per consentire l’organizzazione degli spazi di percorrenza, lo studio dei tempi di permanenza creando spazi di sosta e percorsi ben delineati e controllati. Il periodo cosiddetto del post Covid ci dovrà portare a individuare tutte le strategie che potranno consentire come minimo il mantenimento dell’affluenza degli utenti attraverso l’abbattimento della densità media e del tempo medio di acquisto. Noi come Cipaf ci siamo. Crediamoci e tutti assieme riusciremo a risolvere anche questa crisi epocale, ma non senza cercare soluzioni reali e serie che possano darci una nuova visione del nostro futuro». —
Nicola Bellanova
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