Gioco
Agriturismi: «Cosa ci serve per riuscire a ripartire»
Promozione, regole certe per la sicurezza, sostegno economico e tagli fiscali nell’appello dei titolari del Prato Fiorito di Albereta di Montefegatesi
Bagni di Lucca
Gli agriturismi sono una risorsa essenziale per l’economia della Valle, ma ancora non si sa quando potranno riaprire. Ma gli operatori sono pronti a rimboccarsi le maniche se riceveranno un sostegno adeguato. All’Agriturismo Prato Fiorito, ad Albereta di Montefegatesi, Enrico ed Erica Andreucci hanno mantenuto i contatti con la clientela e sperano di riaprire quanto prima.
Ma i turisti torneranno? «Quale miglior occasione di questo momenti – dice Andreucci – basta saperla sfruttare. I nostri monti offrono naturalmente la cosa più importante contro il contagio: il distanziamento sociale. Occorre però che si faccia ciò che non è mai stato fatto sinora. Qualcosa si muove dalla Regione, e anche i privati stanno lavorando con la pulitura di vecchi sentieri. Le strutture ricettive sono pronte ad adeguarsi, ma servono regole chiare e l’interessamento degli enti “dormienti”, come i Comuni (il nostro sul tema è proprio in perenne letargo) e l’Unione. Il resto grazie a dio ce lo ha regalato la natura: basta valorizzare. Vedi Botri. Invece nessuno lo pubblicizza e le vie di comunicazione sono abbandonate. Il Comune nonostante i miei solleciti, in 30 anni non ha messo nemmeno un cartello all’ingresso dell’Orrido».
E di quali sostegni c’è bisogno? «Per l’agricoltura le aziende vanno solo lasciate lavorare in pace. Per sostegno intendo una maggior tutela, la valorizzazione del nostro prodotto, la filiera corta, interventi tecnici gratuiti quando si presenta un problema (come fa Flora-Toscana), una vera lotta ai parassiti, in modo che le aziende possano produrre senza problemi al 100% delle loro possibilità. Poi i nostri prodotti, vista la qualità, si vendono da soli. Sotto il profilo turistico prima del virus non c’era bisogno di alcun aiuto, in quanto anche il nostro territorio, per la sua bellezza si vendeva da solo. Ma ora in pochi giorni siamo passati in un’altra era. Quindi mi aspetto veri sostegni economici a fondo perduto: i 600 euro possono bastare per mezza bolletta di luce. Non sono d’accordo per un prestito, anche se con interessi agevolati. I prestiti vanno restituiti, ma il mancato incasso non lo recupereremo».
Poi la sicurezza di personale e ospiti? «Servono indicazioni precise su gestione e sanificazione. Altro sostegno me lo aspetto per una facile ed economica reperibilità di prodotti come tute, guanti, disinfettanti e così via. Un altro aiuto necessario è sul piano fiscale: se e quando riapriremo avremo bisogno di più personale, aumenterà la mole di lavoro per un numero ridotto di clienti, aumentando i costi e riducendo i ricavi. Sono quindi indispensabili o voucher o contratti a tempo determinato a costo zero per il personale. È fondamentale poi una riduzione di tasse e tariffe. A partire dalla decurtazione, per quando siamo rimasti chiusi, della bolletta rifiuti». —
Emanuela Ambrogi
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