Il Tirreno

Lucca

In quella foto ricostruita tanta voglia di normalità

Nicola Nucci
In quella foto ricostruita tanta voglia di normalità

I laureandi di medicina costretti per il Covid a rinunciare allo scatto di rito  hanno ricreato l’immagine dopo un grosso lavoro al computer

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CAPANNORI

Niente classica foto di rito in camice nel parco di Cisanello. Almeno dal vivo per le regole anti contagio sul coronavirus. Ma anche dal rispetto delle tradizioni passa la ricerca di quel ritorno alla normalità cui tutti aspiriamo. Così 118 studenti di medicina e chirurgia del corso A-K del sesto anno dell’Università di Pisa non si sono arresi e hanno comunque ricostruito questo momento, grazie alla tecnologia. E foto di gruppo fu, anche senza bisogno di ritrovarsi tutti assieme. La soluzione? Un fotomontaggio che, a dirla così sembra una cosa facile, ma che ha richiesto un lavoro pari quasi a quello necessario a preparare un esame. Il risultato è stata una foto dal grande significato per chi ha condiviso gioie e fatiche sui banchi universitari per tutti questi anni.

Tra loro ci sono anche cinque studenti capannoresi: Martina Andreini di Marlia, Federico Baraldi di Gragnano, Alessandro Cecilia di Tassignano, Francesco Gregori di Sant’Andrea in Caprile e Hermann Dalpiaz di Castelvecchio Compito, tutti prossimi alla laurea.

«Il 22 aprile – raccontano gli studenti – abbiamo terminato le lezioni del nostro ultimo anno di studi. L’emergenza ha in minima parte colpito anche noi, che ci siamo trovati a dover seguire i corsi online, senza poterci salutare al termine di questi sei faticosi anni col solito entusiasmo che caratterizzano queste occasioni. Non potevamo però rinunciare al ricordo della classica foto di classe in camice insieme al nostro professore».

Una foto costruita passo dopo passo partendo da precise istruzioni per una buona riuscita. «Ci siamo coordinati per inviare delle foto che seguissero le direttive di illuminazione e inquadratura, foto che poi sono state ritagliate, modificate e unite, un lavoro certosino nel quale è presente anche il nostro professore di clinica medica, Stefano Taddei. Una foto che, quando riguarderemo, ci farà ripensare con orgoglio ai nostri anni trascorsi nell’Università di Pisa».

E il brindisi? Anche quello online, al termine della lezione, per darci la spinta finale verso il traguardo. «Un po’ per ricreare quel momento tanto atteso di saluti e abbracci, anche se virtuali, ma comunque emozionanti» dicono gli studenti capannoresi.

I futuri medici hanno scritto anche una lettera per ringraziare i professori nonché tutti i medici e gli infermieri che li hanno guidati nei tanti tirocini e il loro rettore, che in questa situazione di emergenza non ha mancato di far sentire la sua vicinanza. «Un ringraziamento anche a noi stessi, per essere stati sempre pronti a sostenerci e aiutarci l’un l’altro. Più che colleghi, amici». —

Nicola Nucci

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