Il Tirreno

Lucca

Covid, 18 operatori sanitari contagiati

Gianni Parrini
Covid, 18 operatori sanitari contagiati

Tredici casi tra dottori, infermieri e oss del San Luca, colpiti anche i medici di famiglia. «All’inizio c’erano poche mascherine»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Sono 18 i lavoratori della sanità che dall’inizio dell’epidemia sono stati contagiati dal Covid. Ben tredici di questi lavorano all’interno dell’ospedale San Luca: sono medici, infermieri e operatori socio sanitari impegnati all’interno dei dipartimenti del monoblocco di San Filippo. Tra loro c’è personale del Pronto soccorso e della Medicina e dei reaprti Covid. Altre cinque positività si sono registrate tra gli operatori delle strutture aziendali territoriali e tra gli impiegati amministrativi. A questi 18 casi vanno aggiunti i medici di famiglia: finora sono 4-5 quelli risultati positivi al Covid. Uno di loro è uscito proprio in questi giorni dall’ospedale, mentre un altro è ancora ricoverato. Gli altri sono stati in quarantena domiciliare.

Rispetto alla falcidia che si è vista nella regioni del nord Italia ma anche in confronto ai numeri di realtà più vicine (all’ospedale Versilia ad esempio i casi sono 34), quelli della vecchia Asl 2 sono numeri contenuti. Ma ciò non significa che vadano trascurati. Soprattutto nella prima fase dell’epidemia gli operatori sanitari sono stati particolarmente esposti al rischio contagio: un po’ perché i protocolli per la separazione dei pazienti Covid dai “no-Covd” hanno avuto bisogno di essere digeriti e assimilati dagli stessi operatori. Ma soprattutto ha pesato la mancanza di dispositivi di protezione: quando lo tsunami è arrivato sul nostro territorio mascherine, occhiali e tute per il rischio biologico erano insufficienti in numero e inidonee nel merito. La polemica per le mascherine «swiffer» – il prodotto di tessuto-non tessuto usato per togliere la polvere – inviate da Roma agli infermieri ospedalieri e dagli stessi considerate poco più che stracci, emerse anche a Lucca, dove molti operatori protestarono vibratamente attraverso i sindacati.

«Quello della sicurezza degli operatori sanitari è un tema fondamentale e prioritario in questa emergenza su cui ci confrontiamo periodicamente con l’azienda», spiega Pietro Casciani, sindacalista della Fp Uil. La situazione negli ultimi giorni sta migliorando. L’approvvigionamento dei materiali è diventato meno complesso visto che molte aziende hanno riconverito la produzione per realizzare i tanto richiesti dpi. Centinaia di mascherine, camici, guanti e visiere ogni giorno vengono recapitati al San Luca e messi al servizio del personale: 6.500 mascherine chirurgiche, 4.896 mascherine Ch, 625 mascherine Fp2, 940 impermeabili, ecc. Questo è il resoconto del materiale inviato a Lucca solo nella giornata di venerdì 10 aprile. «Le cose stanno andando meglio rispetto a 20-25 giorni fa quando – spiega il dottor Alessandro Di Vito, sindacalista della Uil e medico del Pronto soccorso – Adesso le protezioni ci sono anche se si può sempre migliorare: dotare un maggior numero di operatori dei reparti Covid di mascherine Ffp2 e Ffp3 (quelle che mettono al riparo dal rischio contagio) sarebbe preferibile. Comunque da questa emergenza dovremo imparare molto riguardo a come organizzare la sanità per i prossimi anni». —

Gianni Parrini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web