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Le nostre “strane” festività cantate in ottava rima da Gildo

B.a.
Le nostre “strane” festività cantate in ottava rima da Gildo

L’artista lucchese ha realizzato un video direttamente dal salotto di casa sua È la prima uscita “social” con la nuova chitarra

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Una punta di ironia e una nota di amarezza, la vita ai tempi del coronavirus in ottava rima. Il cantastorie lucchese Gildo dei Fantardi - di nuovo con una chitarra “a sua immagine e somiglianza” dopo l’odissea che ha vissuto per avere smarrita la sua chitarra “storica” - ha voluto contribuire a riempire il tempo dei lucchesi (e non solo) raccontando - in ottava rima, appunto - una giornata tipo in questa epoca che vede protagonista il coronavirus.

Lo ha fatto attraverso un video pubblicato sul suo profilo Facebook, girato nel salotto di casa sua. In casacca colorata e bombetta, rispettando il cliché dei suoi spettacoli itineranti, ha raccontato la sua Pasqua solitaria: come per lui anche di tante persone.

«Chiusi in casa si può festeggiare - canta Gildo mentre suona la sua chitarra -. In questa epoca non vale più il detto “Pasqua con chi vuoi”. Perché il coronavirus ci ha cambiato la vita, e tutti i giorni siamo ad ascoltar sermoni».

Gildo va avanti per cinque minuti e oltre con le sue strofe in ottava rima frutto - come spiega nella premessa al video - di una serie di appunti che aveva buttato giù poco prima.

«Sui disagi della pandemia - continua la sua canzone - ognuno ha la sua opinione: io tengo la mia». E siccome come ogni cantastorie che si rispetti è molto attento alla storia, anche quella dei nostri tempi, anche quella recentissima, in chiusura fa un accenno a un evento scioccante e recente come il crollo del ponte di Albiano Magra. «In questo marasma - chiude l’ottava rima - si è visto anche crollare un ponte». —

B.a.

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