Il Tirreno

Lucca

economia 

Confindustria: così le imprese sono condannate a morte

2 MINUTI DI LETTURA





lucca

Delusione, incredulità, preoccupazione crescente: queste le reazioni dominanti fra i soci di Confindustria Toscana Nord, in particolare fra quelli impegnati in settori che, chiusi ormai da tre settimane, lo saranno ancora fino al 4 maggio. Questo se non interverranno fatti nuovi che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella sua conferenza stampa, non ha escluso: una minima breccia su cui Confindustria Toscana Nord fa affidamento per poter anticipare una riapertura che a questo punto è molto più che urgente.

Il decreto contiene anche qualche elemento positivo, che costituisce per Confindustria Toscana Nord motivo di parziale soddisfazione trattandosi di richieste che aveva espresso al Governo anche direttamente, oltre che attraverso Confindustria: è stato infatti esplicitato, confermando le interpretazioni già date dall'associazione, che nelle aziende con attività sospesa è comunque possibile accedere quando ciò si rende necessario per espletare adempimenti amministrativi e per effettuare interventi di manutenzione, vigilanza e - tema di particolare rilevanza - sanificazione; è stato inoltre chiarito che sono possibili spedizione e ricezione di prodotti e materiali, in entrambe le circostanze previa segnalazione al Prefetto. Nonostante questi segnali positivi rimane però il problema più grave, quello delle chiusure che, ulteriormente prolungate, rischiano di segnare una condanna a morte per le imprese. Molte delle aziende che hanno dovuto sospendere l'attività avrebbero, nonostante la pandemia, ordinativi soprattutto esteri significativi e sarebbero pienamente in condizione di evaderli in sicurezza, avendo già dato esecuzione agli adempimenti richiesti dalla legge quali distanziamento fra i lavoratori, uso di dispositivi di protezione quando necessari, operazioni di sanificazione. C'è forte scontento nelle imprese chiuse, consapevoli di perdere in questo periodo clienti che si stanno rivolgendo a fornitori di altri paesi e che sarà difficile recuperare.

Ed è in segno di scontento e di protesta che le bandiere italiana ed europea sempre esposte nelle tre sedi dell'associazione - Lucca, Pistoia, Prato - sono a mezz'asta. Un segnale civile e composto che l'associazione vuole dare al mondo delle istituzioni per comunicare di essere fortemente delusa. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web