Gioco
Turismo fermo? «È il momento di lavorare sulle strategie»
Tania Franchini, responsabile del Pd lucchese per il settore invita guardare al dopo virus approfittando dello stop forzato per fare tattiche di promozione
VALLE DEL SERCHIO
Il coronavirus ha messo in ginocchio il turismo. Allora, perché non sfruttare questa pausa forzata per programmare le strategie di promozione per il futuro? Tania Franchini, responsabile del Pd provinciale per il turismo, bacchetta pesantemente sindaci e associazioni per un immobilismo che potrebbe causare pesanti danni: «È questo il momento per resettare e innovare un settore che, per una ripresa più rapida ha bisogno di figure professionali che abbiano una visione manageriale, con la capacità sdi inserirsi in un mercato vasto, articolato e sempre più competitivo come quello del turismo. L’improvvisazione non ha funzionato, adesso dobbiamo costruire, insieme, attraverso gli ambiti turistici, un’attività gestionale centralizzata. Gli ambiti turistici, devono individuare figure professionali capaci di far dialogare l’ente pubblico con le imprese private e di portare a sintesi gli obiettivi di sviluppo turistico. Bisogna usare questo momento di stasi, evitando di perdere altro tempo e farsi trovare pronti per la ripartenza, quando sarà finita questa tempesta. L'assessore regionale Stefano Ciuoffo ha “costretto”, intelligentemente, i territori a lavorare insieme per strutturare una strategia turistica vincente».
La Regione, oltretutto, ha messo a disposizione molte risorse per gli ambiti però, finora, si è improvvisato, basandosi solo sui doni della natura e la voglia di impresa di molti privati: «Gli ambiti turistici – riprende Franchini – sono uno strumento nuovo, che vanno a inserirsi in uno spazio nuovo e hanno necessità di nuove professionalità, per esempio di destination manager o coordinatori di comunità locali, che abbiano una conoscenza ottimale del territorio, che ne facciano parte, e capaci di mettere a sistema una rete di attrazioni e territoriali, lavorando sulla creazione di prodotti da immettere sul mercato, individuando i bisogni e le richieste dei turisti. Cioè, capacità di trasformare in azioni tutto quello di cui si parla da anni. Non ci sono più scuse, oltretutto, i nostri politici, sono stati bravissimi nell’essersi impegnati per riqualificare siti ed edifici di interesse turistico, motivo per cui, adesso, bisogna trovare un metodo per valorizzarli e farli conoscere al mondo, creando reddito».
Oltretutto, secondo questa analisi, i Comuni potrebbero disporre di un aiuto che sappia consigliarli, muovendosi, una volta pianificata una strategia condivisa, in maniera autonoma, con professionalità, promuovendo e commercializzando la destinazione in ambito nazionale e internazionale. —
Nicola Bellanova
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