Il Tirreno

Lucca

l’impegno sociale 

Una poesia di Sanzio Bonci per gli anziani di Sant’Anna

Michele citarella

2 MINUTI DI LETTURA





lucca

Le restrizioni per combattere il coronavirus con l’annesso obbligo di mantenere le distanze hanno limitato ma non cancellato l’impegno attivo delle associazioni di volontariato, che si occupano di animazione e intrattenimento per gli anziani nelle proprie case di riposo e nei centri diurni e notturni. Tra queste c’è l’Associazione La Finestra, che opera nel servizio agli ospiti e ai frequentatori della Casa Anziani di S. Anna da oltre trenta anni. Tra le attività dei volontari che si sarebbero tenute in questi giorni, e per forza rinviate, c’era un concorso di poesia, intitolato a Sanzio Bonci, scomparso nel 2017 nonché autore di numerose poesie aventi come tema la vita, l’aldilà, la fede nonché i momenti di gioie e di dolore della vita ci ciascun individuo. La Finestra ha voluto comunque mostrare la sua vicinanza agli ospiti della Casa Famiglia di via Togliatti con un abbonamento a “Il Tirreno”, in cui i lettori troveranno con piacere una delle poesie di Sanzio, spesso loro animatore nel settimanale appuntamento dei “giovedì culturali”. Una poesia avente come tema la Resurrezione, con cui l’Associazione vuole augurare Buona Pasqua ai lettori della Casa Famiglia. Ecco il testo.

Salmo di un peccatore

“Più volte, nascosto in mezzo alla folla, attento ho ascoltato le tue strane parole sul Regno, sull’uomo, sull’autorità. Tutto veniva sconvolto. Dovevi esser punito, sconfitto. Di questa colpevole diversità non ho avuto pietà. Ma poi ho assistito a fustigazioni insulti, percosse e umiliazioni: un rosso mantello in mano lo scettro…

«E quando Pilato a tutti ha mostrato ferita da spine la tua sanguinante ecceità … ho avuto pietà. Quindi, il patibolo in spalla, le tue cadute, ancora percosse ed insulti, l’ascesa al Calvario, i chiodi, il dolore atroce lassù sulla croce… di quella morente e sofferente umanità … ho avuto pietà.

«Ma poi hai sconfitto la morte, lasciato il sudario, ancora spezzato il pane ad Emmaus. Per me inutilmente il gallo ha cantato. Non ho mai venduto il mantello. La spada non ho comperato e mai ti ho difeso. Il mantello mi copre il rossore. Di questa mia vergognosa viltà Signore abbi pietà. Son qui nell’abisso dell’anima mia. Dalla mia gola non esce parola. Mi sento schiacciato come l’erba nel vento. Signore son peccatore! Stendi la mano mandami l’angelo soccorritore. Non riesco a vincere queste mia sterile inutilità. … abbi totale pietà». —

Michele citarella

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web