Gioco
«Mio figlio disteso per ore su una barella nel corridoio»
Un uomo di 33 anni comincia ad avvertire dei forti dolori e va al pronto soccorso La madre: «È stato ignorato, neppure un bicchiere d’acqua»
lucca
«Mio figlio è rimasto per molte ore disteso su di una barella, in mezzo al viavai di gente del pronto soccorso del San Luca. Un tempo lunghissimo dove mio figlio non è stato minimamente considerato. Non gli è stato offerto neppure un bicchiere d’acqua».
Mara Mori è arrabbiata. Ce l’ha con il sistema proprio lei che, per 42 anni, ha lavorato coma caposala nel reparto di psichiatria del nosocomio pisano. «Capisco l’emergenza coronavirus – sottolinea – ma come si può lasciare un uomo di 33 anni disteso per ore su di una barella senza alcuna protezione? E, soprattutto, senza neppure interessarsi del suo stato di salute? » .
Secondo quanto raccontato da Mori, il figlio – durante la notte tra mercoledì e ieri – comincia ad avere dei dolori fortissimi all’addome. E, non riuscendo più a resistere, ha affidato la bambina di due anni alla madre e, accompagnato dalla moglie, si dirige verso il pronto soccorso. «È entrato e nessuno lo ha più visto – precisa la madre del giovane uomo – e, da allora, gli accertamenti gliel’hanno fatti soltanto alle 10 di ieri, mentre i risultati gli sono stati consegnati alle 16, 30 dello stesso giorno, prima di essere ricoverato per una pancreatite».
«Ma mi domando – conclude, amareggiata, Mara Mori – è questo il modo di trattare chi si reca al pronto soccorso? Faccio un appello perché nessuno sia più costretto a vivere una situazione del genere. L’unico aspetto positivo di questa spiacevole vicenda è che mio figlio è risultato fortunatamente negativo al coronavirus». –
M. T.
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