Il Tirreno

Lucca

lo sciopero 

Cassa integrazione per 250 dipendenti Stato di agitazione alle aziende Progest

I sindacati contestano il ricorso agli ammortizzatori per l’emergenza Covid e la scelta di non anticipare  i pagamenti da parte dell’Inps 

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ALTOPASCIO

Stato di agitazione alla Progest, con un primo sciopero per l’intera giornata di domani. A Lucca sono due le aziende che fanno parte del gruppo, ad Altopascio l’ex Ondulati Giusti, (comparto del cartone ondulato), e la Tolentino, che aveva rilevato dal fallimento le 3 unità produttive della Papergroup a Carraia (comparto tissue). L’azienda ha deciso di ricorrere alla cassa integrazione per più di 250 dipendenti nella Piana.

«La causa, ovviamente, è il Covid 19 – scrivono Simone Tesi (Slc-Cgil) e Fabio Guerri (Fistel Cisl) – al di là delle valutazioni sulla bontà del ricorso agli ammortizzatori sociali (più comprensibile nella divisione ondulato, meno in quella del tissue, dove la domanda di prodotti rimarrà alta nei prossimi mesi, tanto che l’azienda richiede gli straordinari) quello che stupisce e lascia contrariati è l’approccio dell’azienda che non intende anticipare la misura dell’integrazione salariale, chiedendo il pagamento diretto da parte dell’Inps. Questo determina una mancata retribuzione per i periodi di assenza in quanto il pagamento è posticipato. Gli unici nel settore, a livello nazionale, a farlo. Anche le aziende più piccole anticipano il trattamento, conoscendo le difficoltà per i loro dipendenti. Inoltre, con circolare interna, viene comunicato che tutte le assenze dall’inizio della cassa integrazione, sia per riduzione del lavoro, che per ferie, permessi e malattia, saranno tutte imputate all’integrazione salariale e a carico dell’Inps. Come sindacati abbiamo ricordato che gli ammortizzatori non sono uno strumento per ridurre l’impatto dei costi economici. Quindi ci sarebbe una secca perdita di salario e una mancata retribuzione, cercando di gravare sulle casse dell’istituto. Questo non lo possiamo consentire. L’azienda rifiuta di rivedere la sua posizione, che anche in questa fase dell’emergenza sanitaria non è migliorata. Le misure stabilite dal protocollo sulla sicurezza sottoscritto da sindacati e aziende hanno incontrato molte difficoltà, determinate da un approccio inadeguato alla gravità della situazione e solo dietro pressioni arrivando ad uno sciopero abbiamo ottenuto una correzione di rotta» —.

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