Gioco
«Librerie aperte adesso? Impossibile»
Gina Truglio, titolare della Ubik intervistata da Mario Calabresi dàil benservito agli intellettuali e agli editori che hanno chiesto di riaprire subito questi esercizi
LUCCA
«Chiedermi di aprire oggi significa condannarmi a chiudere per sempre». Così Gina Truglio, titolare della libreria Ubik in via Fillungo, ha dato il benservito alla folta schiera di autori, editori e illustri intellettuali che attraverso le pagine del quotidiano “Il manifesto” hanno espresso il loro corale appello a riaprire le librerie, luogo dove si acquista il “cibo per la mente”. Ma la Truglio, che gestisce una libreria di 250 metri quadrati, con un affitto da pagare e tre dipendenti, ha detto di no. «Una libreria è un’attività commerciale, per andare avanti deve generare un minimo di profitto. Avete mai sentito dire che le librerie chiudevano decimate dall’online degli stessi editori che adesso ci vogliono aperte? E voi firmatari avete mai fatto qualcosa per aiutarci? Tipo una lettera come questa contro le vendite con sconti selvaggi? Adesso è finita. Per poter aprire e gestire una libreria cari signori abbiamo veramente bisogno di file da supermercato non del contrario... Io cambierò molto del mio modo di lavorare, ma lo dovete fare anche voi dando una mano a noi librai».
La polemica, scoppiata via Facebook, è stata notata da Mario Calabresi, già direttore de La Stampa e La Repubblica, che ha invitato Gina Truglio sulla sua diretta Facebook #Casabresi09.
«Sono giorni particolari - ha ribadito in diretta la Truglio dialogando con il giornalista Calabresi -. Per aprire la libreria, i costi sono altissimi: chi ha firmato l’appello a riaprire adessole librerie, parla senza conoscere il problema». E ha ribadito l’inadeguatezza degli strumenti che il governo ha attualmente messo a disposizione di imprenditori come lei per far fronte alla crisi per l’emergenza coronavirus, con il massimo di nove settimane di cassa integrazione per i dipendenti.
«La Ubik è un punto di riferimento culturale per Lucca - ha commentato a margine l’assessora al commercio Valentina Mercanti -. Spero che il governo intervenga su questo settore in maniera puntuale, perché difficilmente visti i costi e i bassi margini di guadagno che hanno sui libri, potranno farcela da soli». —
b.a.
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