Gioco
Un cestino pieno di pane fuori dal negozio per aiutare chi ha difficoltà a fare la spesa
L’iniziativa del “Mercatino” di via San Paolino, che ha anche messo in piedi una raccolta fondi per rifornire l’ospedale di materiale sanitario
solidarietÀ
rossella lucchesi
Chi, in questi giorni, dopo le 18 si è trovato a passare da via San Paolino, all’altezza di piazza Cittadella, avrà senz’altro notato il grosso cesto di vimini rosso pieno di sacchetti di pane, appeso alla saracinesca del negozio di alimentari “Il Mercatino” con un messaggio scritto a mano su un pezzetto di carta gialla fissato al manico da un gancetto che recita “per chi vuole pane”.
È il gesto generoso dei titolari del negozio - che da trent’anni gestiscono l’attività a pochi passi dalla casa natale di Giacomo Puccini, aperta nel 1959 - per quei cittadini che, complice il momento drammatico di emergenza, si trovano in condizioni di difficoltà e possono così portarsi a casa il pane necessario per accompagnare la cena e il pranzo del giorno dopo, senza mettere le mani in tasca.
L’idea del “pane sospeso” nasce nella giornata di giovedì 2 aprile, poco prima della chiusura del negozio, momentaneamente anticipata alle 18. “Ho notato che mi era avanzato parecchio pane, circa cinque chili, e non sapevo cosa farne, perché l’indomani, come sempre, avrei avuto a disposizione quello appena sfornato che i clienti preferiscono, spiega Walter Brondi che gestisce l’attività insieme alla moglie Lucia Lencioni. Perché buttarlo? mi sono chiesto.
È quello di stamani, sempre buonissimo e potrebbe servire a qualcuno che in questo momento deve stare attento a risparmiare anche pochi centesimi. Allora l’ho diviso in pezzi e incartato separatamente, disponendolo dentro un cesto che avevo in negozio che ho appeso ad altezza d’uomo, per evitare che ad approfittarne fossero animali randagi. La sorpresa al mattino, quando sono andato ad aprire il negozio e ho trovato il cesto vuoto, segno che la cosa è stata gradita. Così ho deciso di andare avanti ogni sera, finché si protrarrà questa situazione di emergenza».
L’iniziativa è stata notata da molti cittadini e in breve è rimbalzata sulla pagina Facebook “Sei lucchese se” dove si sprecano i commenti e le parole di apprezzamento sul gesto di solidarietà che ha destato commozione e ispirato frasi di speranza sul momento drammatico che stiamo vivendo.
Il buon cuore dei coniugi Brondi - che da sempre collaborano con le iniziative umanitarie della parrocchia di San Paolino - non si ferma qui. Dall’inizio della pandemia, per ogni 10 euro di spesa, hanno scelto di donare 50 centesimi all’ospedale San Luca, per l’acquisto di prodotti sanitari, come mascherine, disinfettanti e occhiali per sala operatoria.
«Acquistiamo il materiale direttamente dall’azienda e recapitiamo in ospedale attraverso le mie tre sorelle che lavorano nella stessa struttura sanitaria» spiega il signor Brondi che vuole ringraziare la signora Laura, da trent’anni fedele e instancabile collaboratrice dietro il banco, la quale ha scelto liberamente di venire ogni giorno in negozio, per sostituire la moglie del suo amico fraterno e titolare, attualmente a casa per problemi di salute.
«Andiamo avanti, sperando che tutto si risolva presto, dice, augurandoci di non ricevere più scherzi di cattivo gusto, come quello fatto da un sedicente cliente che qualche giorno fa ha ordinato per telefono una sostanziosa spesa da recapitare a domicilio, dove, però abbiamo scoperto che non c’era nessuno. L’ingenuità a volte si paga cara». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
