Italia
«Le Misericordie devono essere aiutate»
Poche entrate, super lavoro e poche protezioni, a rischio il futuro delle associazioni: appello della Cgil alla Regione e all’Asl
CASTELNUOVO
Sempre in prima linea, ma con molti problemi. È la situazione delle varie Misericordie del territorio tra mancanza di dispositivi di protezione e problemi di personale. Infatti, oltre ai tanti ed encomiabili volontari, ci sono anche i dipendenti delle associazioni, che in questi giorni si stanno cimentando in orari impossibili, turni continuati con sacrifici personali dovuti anche alla difficoltà, amplificatasi in questo periodo, di coprire i servizi con il solo volontariato.
«Servirebbero nuove assunzioni – dicono Michele Massari e Sauro Bonaldi della Cgil – attivare contratti di lavoro e piani di formazione. Dai lavoratori, nonostante tutto non stanno arrivando recriminazioni, anche se sarebbero legittime in molti casi, né richieste economiche per lavoro supplementare, indennità o maggiori emolumenti salariali nonostante si possa ben immaginare che non sia facile rispettare le normative contrattuali in questa fase. Segno evidente del grande senso di responsabilità e di sacrificio dei lavoratori del settore».
Un altro problema è legato alla sicurezza dei soccorritori che sono infatti i primi che accorrono sul paziente e i maggiori esposti al rischio contagio, sia sui mezzi dedicati al Covid-19, quanto su altri interventi, dove non comunque non si possono escludere ipotesi legate al virus. «Le mascherine scarseggiano – proseguono Massari e Bonaldi – le associazioni, sia pure supportate dall’Asl, sono costrette ad attrezzarsi, utilizzando tutti i canali possibili, per approvvigionarsi di quanto necessario. Inoltre, a causa del calo drastico di servizi socio assistenziali che pertanto non vengono più remunerati, le associazioni che gestiscono l’emergenza si trovano in difficoltà per reperire anche le risorse destinate all’acquisto di dispositivi di sicurezza, per la manutenzione dei mezzi, per le attività di assistenza, e presto, temiamo, anche per pagare gli stipendi. Un servizio essenziale, dove i dipendenti non lesinano certo impegno in questi giorni ma che a nostro avviso va maggiormente incentivato e per questo chiediamo alla Regione e all’Asl: di stanziare maggiori risorse e di farlo velocemente prima che si arrivi al collasso. È necessario che il terzo settore, che è sul fronte dell’emergenza abbia un sostegno per resistere e continuare a garantire con volontari e dipendenti una attività assolutamente necessaria alla quale non intendono sottrarsi».
Massari e Bonaldi concentrano le loro attenzioni soprattutto sulle Misericordie delle zone montane: «Dove sono le uniche entità attrezzate per arrivare su tutto il territorio ma dove minore è la possibilità di reperire risorse finanziarie per dare garanzia della continuità dei servizi». —
Luca Dini
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