Italia
«Guardiamo avanti con tanta fiducia»
Giovanni Catelli, titolare dell’omonima edicola di San Vito, è ottimista: «Aperti anche nel pomeriggio per i nostri clienti»
lucca
«Abbiamo superato due conflitti mondiali e siamo certi che riusciremo a superare anche questa guerra subdola che ci ha colto di sorpresa, trascinandoci nel terrore e facendoci sentire impotenti di fronte a un nemico invisibile. Adesso però non dobbiamo piangerci addosso, ma guardare avanti con fiducia e aspettare il momento di ripartire, con la certezza che arriverà presto e torneremo alla vita di sempre».
Rincuora l’ottimismo di Giovanni Catelli che, da 34 anni, gestisce l’omonima edicola di San Vito in società con il cugino Davide Catelli, aperto dal loro bisnonno nel 1907 e portato avanti sempre dalla stessa famiglia. Non è facile, in questo momento, incontrare qualcuno capace di vedere il futuro roseo e sentirlo parlare con la voce piena di speranza, mentre accenna addirittura a nuovi progetti. «Non è incoscienza – afferma Catelli – ma il desiderio di ripartire al più presto e gettarsi alle spalle questo incubo che ci ha colto di sorpresa. Poi ci rimboccheremo le maniche e la vita tornerà a sorridere, anche se i primi tempi sarà difficile. Ma dobbiamo farci forza e avere fiducia, perché dopo la tempesta torna sempre il sole». Tra i più noti e frequentati esercizi commerciali della periferia di Lucca, il locale di San Vito è attualmente uno dei pochi a rimanere aperto anche il pomeriggio, con orario continuato dalle 6 alle 19, 30. «Purtroppo – aggiunge Catelli – abbiamo dovuto mettere in cassa integrazione i dipendenti del bar e ristorante, chiusi per decreto ministeriale fino a data da stabilire, lasciando attive soltanto tre persone nella zona edicola, tabaccheria, valori bollati e servizio bollettini che lavorano in turnover con mascherine e guanti, blindati dietro una barriera di vetro, installata per garantire maggiore sicurezza tra il personale e la clientela, adesso quasi tutta del posto». Stazionaria la vendita dei quotidiani, ma c’è maggiore richiesta di riviste e di settimanali di enigmistica.
«Tutto sommato – conclude Catelli – possiamo accontentarci e ritenerci fortunati rispetto a chi non lavora da un mese e non sa se e quando rientrerà potrà tutto tornare alla normalità. Visto il clima di emergenza, saremmo anche disposti a recapitare i quotidiani a domicilio ma, salvo qualche eccezione, preferiamo non effettuare il servizio per non essere costretti a rifiutare la consegna a domicilio di tabacchi e valori bollati che, per legge, è vietata». –
Rossella Lucchesi
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